Disgrafia, libri e schede utili per esercitarsi. Scuola primaria.

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I lettori che hanno comprato Lettere in fondo al mare. Libretto operativo di avvio alla scrittura hanno anche letto questi libri: Scrivere: l’abilità dimenticata. Una prospettiva pedagogica sulla disgrafiaDal gesto alla scritturaIl corsivo: una scrittura per la vita. Prevenzione e recupero della disgrafiaInsegnare a scrivere. Pregrafismo, stampato e corsivo. Con CD-ROMLaboratorio grafo-motorio. Percorso didattico e riabilitativo della scrittura

http://www.illibraio.net/autori/alessandra-venturelli.html

Disgrafia.

Cos’è la disgrafia

La difficoltà nella scrittura di disgrafico:

  • scrivono numeri e lettere al contrario,
  • non ricordano la forma grafica di alcune lettere,
  • dimenticano o posizionano male le “gambe” delle lettere corsive (es. m può essere scritta n, oppure la a diventa o),
  • restano indietro durante i dettati,
  • non riescono a finire i compiti in classe nel tempo dato,
  • vengono penalizzati per la loro scrittura “indecifrabile”
  • il momento dello studio è più difficoltoso a causa del disordine sui quaderni,
  • fanno errori di calcolo a causa di un errato incolonnamento…

La Disgrafia rientra nei Disturbi dell’Apprendimento ed è riconosciuta dalla legge 170/2010.

Si presenta come difficoltà di coordinamento, spaziature irregolari, tratto calcato, grafemi malformati, difficoltà nel riprodurre lettere o numeri.

La fatica, il senso di inadeguatezza e lo scarso rendimento scolastico… Questa è la realtà per i disgrafici.

Cosa osservare?

Alcuni comportamenti durante la scrittura:

  • il corpo spesso si posiziona in modo esageratamente inclinato, talvolta addirittura il bambino si sdraia sul foglio
  • lo strumento grafico viene impugnato con un appoggio sull’incavo fra pollice ed indice e/o sull’anulare o sul mignolo invece che sul medio
  • la mano che solitamente tiene il quaderno viene posizionata altrove o diventa un appoggio per la testa, minando l’equilibrio generale del corpo
  • il foglio viene posizionato in modo eccessivamente inclinato
  • non vengono rispettati i limiti del foglio o la spaziatura fra righe, parole o lettere
  • la scrittura è molto grande o molto piccola, spesso irregolare
  • la pressione è eccessivamente forte o debole
  • la mano è “bloccata” e il braccio fatica a scorrere, muovendosi “a scatti”
  • la direzionalità del segno è alterata
  • le lettere non sono legate fra loro
  • fatica o dolore alla mano, al braccio e/o alla spalla

Modificare questi comportamenti, già dall’età prescolare, significa apportare un importante miglioramento nella scrittura del bambino, e di riflesso nella sua vita scolastica, sia con se stesso in termini di autostima, sia con gli altri all’interno della classe o della famiglia.

Cosa si può fare?

La scelta dello strumento è importante per migliorare la presa ed evitare sbavature:

  • SI a matite e penne a base triangolare o rotonda,
  • SI a matite ergonomiche e penne a sfera, con eventuale utilizzo di gommini-guida;
  • NO alla stilografica, altamente soggetta a sbavature, alle matite giganti e alle penne cancellabili, che richiedono maggiore pressione.
  • Il quaderno deve essere posizionato dritto o al massimo inclinato di 30°, su un piano il più possibile sgombro in modo da permettere i movimenti di mani e braccia.
  • Il bambino mentre scrive deve tenerlo fermo con l’altra mano, in caso si può fissare il quaderno con scotch di carta.
  • Può anche essere utile disegnare sul banco la posizione del quaderno.
  • Se c’è un problema nel mantenere o utilizzare le righe giuste, si possono colorare.

La postura ha poi un’importanza fondamentale.

  • La distanza corretta è quella dell’avambraccio fra mento e piano d’appoggio.
  • La testa e il busto devono rimanere in posizione eretta e dritta per mantenere questa distanza.
    Evitare l’inclinazione laterale inoltre permette di utilizzare in misura entrambi gli occhi: se si piega la testa di lato, sarà solo uno dei due occhi a fare tutto il lavoro e alla lunga questo sforzo selettivo può provocare conseguenze di tipo ottico. Stessa cosa accade se la posizione è inclinata in avanti, molto ravvicinata al foglio.
  • La presa dello strumento grafico dovrebbe essere di tipo digitale, fra la punta di pollice ed indice con appoggio sul lato del dito medio. Altre prese implicano l’utilizzo di muscoli meno specializzati per realizzare il segno grafico con conseguente affaticamento del distretto mano-polso-braccio-spalla.

Gli specialisti

Il grafomotricista e lo psicomotricista specializzato nella grafomotricità sono le figure professionali a cui ci si può rivolgere in questi casi per migliorare la scrittura.

Attraverso esercizi specifici che riequilibrano l’utilizzo dei muscoli corretti, la terapia grafomotoria sviluppa alcune abilità fondamentali (ad esempio la capacità di far scivolare il braccio) e reimposta la scrittura nell’ordine corretto dei gesti, permettendo a questi ragazzi di ricominciare a usare la scrittura come uno strumento e non un ostacolo per l’apprendimento.

 

Cosa devono fare i docenti per la dislessia/disortografia/disgrafia/disprassia/visuo spaziale/disnomia. Lingue straniere.

COSA DEVONO FARE I DOCENTI PER LA DISLESSIA/DISORTOGRAFIA/ DISGRAFIA/DISPRASSIA/VISUO SPAZIALE/DISNOMIA. LINGUE STRANIERE

NON SI DOVRANNO MAI VALUTARE LE SEGUENTI CONOSCENZE/ABILITA’:

Non calcolare gli errori di trascrizione.

Non calcolare nella prova gli errori ortografici  presenti e non evidenziarli con penna rossa, discuterne con l’alunno.

Non calcolare il tempo impiegato.

Non programmare  più di una verifica al giorno

Valutare il contenuto (= concetto veicolato, l’efficacia comunicativa) e non la forma (= gli errori).

Gli errori, infatti, sono spesso legati ai DSA e non dipendono dalla buona o cattiva volontà dell’alunno.

Ricordare che l’alunno dsa ha bisogno di utilizzare testi ridotti non per contenuto ma per quantità di pagine: ecco perché è importante fornirgli sunti e sintesi degli argomenti proposti durante le lezioni, purché presentate nella forma adatta (carattere maiuscolo con dimensione e interlinea adatti).

Evitare di ammonire un alunno dsa davanti ai compagni per gli errori commessi, ma evidenziare i miglioramenti raggiunti, lodandolo ed incoraggiandolo, poiché l’alunno dsa, a scuola, spesso soffre di ansia e manca di autostima.

Gli alunni dsa possono avere altre difficoltà, quali: disturbi nell’organizzazione dello spazio, disturbi del linguaggio, disturbi nella coordinazione motoria, disturbi nell’esecuzione di procedure, disturbi nella memoria anche a breve, disturbi dell’attenzione e iperattività, disturbi del comportamento e della condotta. Attenzione a non confondere questi segnali per pigrizia, introversione, svogliatezza, distrazione, maleducazione o mancanza di sincerità.

E’ importante che ad ogni alunno con diagnosi dsa venga garantita la somministrazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative (finalizzate ad evitare situazioni di affaticamento in compiti direttamente coinvolti dai DSA) nel rispetto delle indicazioni previste dalle Linee Guida della Legge 170/2010, per evitare disagi all’alunno e contestazioni da parte delle famiglie. Tale legge riconosce il diritto degli alunni dsa di fruire dei provvedimenti dispensativi e compensativi nel corso dell’intero ciclo scolastico. Tali metodologie sono perciò, per noi docenti, vincolanti e obbligatorie e non facoltative.

“L’INSEGNANTE CON IL SUO METODO NON PUO’ CAUSARE LA DISLESSIA, MA PUO’ AGGRAVARNE GLI EFFETTI”

MISURE DISPENSATIVE:

Sono da evitare le attività che generano ansia linguistica o che sono percepite dall’alunno come inaccessibili, come: lettura ad alta voce (non utile perché l’esercizio di lettura non può migliorare la prestazione nella lettura), presa di appunti, ricopiature di brani anche dalla lavagna, dettati, traduzioni istantanee (meglio consegnare le traduzioni all’alunno qualche giorno prima per permettergli di applicarsi, prepararsi ed affrontarle con serenità), test che prevedono la risposta immediata a domande di comprensione o aperte, applicazioni meccaniche della semplice struttura grammaticale, trasformazioni di frasi, memorizzazioni (di verbi, parole desuete, brani). Gli argomenti di civiltà, storia e letteratura in L2 assumono minore importanza a causa delle possibili difficoltà di memorizzazione: meglio insistere sul potenziamento del lessico più comune piuttosto che puntare su parole più rare e specifiche.

Favorire l’apprendimento orale della L2 (le prove scritte sono previste sia durante l’anno scolastico sia in sede d’esame, ma richiedono una valutazione non formale (cioè ad hoc, calibrata in modo specifico sull’alunno). Prevedere un “compenso dovuto” dell’orale sullo scritto: consentire cioè interrogazioni orali per rimediare ad eventuali insufficienze ottenute negli scritti, rassicurando sul fatto che il voto negativo non verrà registrato e verrà data la possibilità di recuperare oralmente.

Ridurre i compiti a casa.

Evitare di far scrivere alla lavagna.

Non forzare l’alunno dsa a leggere ad alta voce (a meno che l’alunno non lo desideri) ma chiedergli di leggere mentalmente: privilegiare in classe modalità la lettura silenziosa o del docente.

Evitare l’apprendimento mnemonico di formule, regole, verbi, elenchi, poesie.

Evitare l’uso del vocabolario cartaceo ( preferire traduttori e vocabolari digitali).

Non far ricopiare testi o esercizi nelle verifiche scritte: copiare, per l’alunno dsa, è un atto cognitivo e non automatico che compromette

Evitare la ricopiatura dalla lavagna e di far prendere appunti: per un alunno dsa lo scrivere è un atto cognitivo e non automatico e quindi compromette la comprensione di quanto copiato, preferire quindi schemi/mappe predisposte dal docente o dall’alunno.

Mai interrogazioni e verifiche a sorpresa, ma programmate con buon anticipo (meglio far segnare nel diario in modo chiaro la data di ogni verifica, scritta o orale, in anticipo).

Prediligere le prove orali (programmate) a quelle scritte, sempre secondo le preferenze dell’alunno (ricordare tuttavia che gli alunni disnomici tendono a recuperare con fatica termini utili soprattutto in fase orale).

Nelle prove di verifica scritte valutare il contenuto e l’impegno, non la forma (errori ortografici di spelling).

Se possibile, evitare di segnare gli errori in rosso, anche se non vengono valutati: ad es. meglio correggere con una penna di colore diverso e meglio ancora che gli errori vengano evidenziati dopo l’avvenuta consegna della verifica corretta (quindi in un secondo momento); in caso, predisporre l’autocorrezione dell’errore da parte dell’alunno (fargli riscrivere la parola in modo corretto).

Sempre valutare il contenuto e non la forma.

IN UN ALUNNO CON DSA LA VALUTAZIONE CONTRIBUISCE A FAR AUMENTARE O DIMINUIRE L’ AUTOSTIMA, LA POCA STIMA DI SE’ PORTA IMMANCABILMENTE ALL’INSUCCESSO SCOLASTICO.   L’INSUCCESSO SCOLASTICO RAPPRESENTA IL PRIMO PASSO VERSO LA DISPERSIONE SCOLASTICA CHE SI VERIFICA NELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO.

STRUMENTI COMPENSATIVI:

Uso del pc con programma di videoscrittura word e annesso correttore automatico; uso dei libri digitali (ordinabili presso una sezione del sito dell’Associazione Italiana Dislessia).

Uso della LIM, di pc con correttore automatico, di schemi, sunti, mappe sintetiche, tavole delle regole grammaticali, tabelle dei verbi, libri digitali, dizionario elettronico, testi da ascoltare con sintesi vocale (o registrati dal docente); compensare lo scritto con l’orale: le interrogazioni orali servono anche per rimediare ad eventuali insufficienze ottenute negli scritti.

Dislessia: http://www.libroaid.it/).

Dizionari digitali.

Sintesi vocale di lettura automatica (ad es. il software gratuito ”LeggiXme”).

Registrazione su mp3 (su pc o tablet dell’alunno) di ricapitolazioni/sunti/estratti di lezione, prendersi quindi qualche minuto a fine lezione per effettuare la registrazione.

Lettura ad alta voce delle consegne da parte del docente.

Il docente fornisce anticipatamente schemi riassuntivi di argomenti o esercizi presentati durante la lezione: ( (dimensione > 14), ben spaziato (interlinea > 1,5), frasi con verbi alla forma attiva e al modo indicativo, evitando verbi al passivo, frasi con doppia negazione e con troppi pronomi, indicando in grassetto le parole-chiave e/o impiegando frecce (→) che evidenziano relazioni e collegamenti.

COME IMPOSTARE  LE VERIFICHE DELLE LINGUE STRANIERE:

Tempi più lunghi (non fargli fretta, ma dargli più tempo per elaborare).

Oppure in forma ridotta (meno esercizi).

Oppure suddividere la somministrazione in più riprese (verifica svolta nell’arco di più lezioni).

Non forzare l’alunno dsa a leggere ad alta voce (a meno che l’alunno non lo desideri) ma chiedergli di leggere mentalmente: privilegiare in classe modalità la lettura silenziosa o del docente.

Esercizi di matching/abbinamento frasi, di riconoscimento a completamento/cloze (es. cloze ma facilitati cioè con una griglia/tabella a parte o a fondo pagina da cui l’alunno possa scegliere/recuperare le parole mancanti da inserire).

Esercizi vero/falso; evitare lo studio mnemonico di verbi e parole non comuni ”considerate le sue possibili difficoltà di memorizzazione’.

Evitare esercizi strettamente grammaticali poiché ”sarà dato più rilievo all’efficacia comunicativa, ossia alla capacità di farsi comprendere in modo chiaro, anche se non del tutto corretto grammaticalmente”.

Evitare esercizi la cui esatta esecuzione venga minata dai disturbi ”motorio-esecutivi della prestazione” che sono ”all’origine di una minore correttezza del testo scritto” come gli esercizi di scrittura, le traduzioni istantanee e le domande aperte, anche perché ”gli alunni con disgrafia e disortografia sono dispensati dalla valutazione della correttezza della scrittura”, sia in italiano che in L2.

Negli esercizi proposti meglio fornire un esempio-guida oltre alla consegna; consentire l’utilizzo di schemi, esempi, prompt (= supporti scritti utili al recupero di parole o espressioni linguistiche) o mappe (come concordato nel PDP), eventualmente anche durante le prove: infatti ”tali strumenti compensativi possono essere impiegati in corso d’anno e in sede di esame di Stato”.

Valutazione prove L2: adottare ”criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma” sia nello scritto che nell’orale.

Puntare perciò sulla capacità di interagire, di comprendere un testo e di farsi comprendere, piuttosto che sulle carenze o sulla precisa conoscenza delle strutture grammaticali.

Modificare quindi la percentuale soglia di sufficienza, accettare una interpretazione/traduzione del testo a senso e la scrittura con relativa esattezza fonetica ma non necessariamente ortografica e grammaticale.

In carattere chiaro (es. Verdana, Ariel, Comics, Biancoenero);
In MAIUSCOLO, o maiuscoletto (ma non in minuscolo).
Con carattere con dimensione 14 (o superiore, ma non inferiore).
Con interlinea 1,5 (o superiore, ma non inferiore): ogni foglio dev’essere scritto in modo non ammassato (meglio ”stare larghi”).
Meglio non giustificare il testo (lo spazio variabile tra le parole può confondere).
Scandire frequentemente i capoversi andando a capo due volte;
Segnare in grassetto le parole-chiave.

 

Cosa devono fare i docenti per disgrafia, disprassia, in disegno tecnico.

Come operare con i DSA disgrafia, disprassia, per il disegno tecnico.
Quindi:

Dare allo studente esempi del lavoro completato possono servire per aiutarlo   a costruirsi delle aspettative e per pianificare il lavoro

Procedere con gradualità

L’esecuzione del disegno tecnico, può  essere difficolto impossibile       per i problemi  spaziali e di motricità fine. In particolare, l’uso di strumenti tecnici (compasso, riga, goniometro, …) è arduo per chi presenti disprassia.

La terminologia tecnica non è facilmente memorizzabile.

Lavorare il più possibile concretamente o con riferimenti concreti.

Permettere l’uso di software per l’esecuzione del disegno.

Non si dovranno mai valutare le seguenti conoscenze/abilità:

Collocamenti  nello spazio

  • Collocamenti nel tempo
  • Stabilisce relazioni di tempo e di causa
  • Ricava informazioni da grafici

 Si potranno invece valutare le seguenti conoscenze/ abilità:

  • Conosce gli elementi essenziali
  • Riconosce dati
  • Utilizza dati
  • Riferisce informazioni

La valutazione deve prevedere:

  • lunghezza e tempi adeguati
  • valutazione della produzione in tempi diversi
  • evidenziazione dei progressi.

In un alunno con DSA la valutazione contribuisce a far aumentare o diminuire l’autostima.

La poca stima di sé porta immancabilmente all’insuccesso scolastico.
L’insuccesso scolastico rappresenta il primo passo verso la dispersione scolastica che si verifica nella scuola secondaria di secondo grado.

 Come impostare le verifiche di disegno tecnico:

Ridurre i disegni.

Spiegare la consegna del disegno.

Dare tempi più lunghi.

 Le cose da non fare:

Ridicolizzarlo, o umiliarlo dicendogli che può essere bocciato.

Correggere tutti gli errori.
Fargli  ricopiare il lavoro già svolto, perché scorretto o disordinato.
Paragonarlo ad altri o dirgli che non si impegna abbastanza.

Strumenti per il disegno tecnico.

http://www.camillotrevisan.it/intern01.htm

http://www.camillotrevisan.it/cartesio_cap_1_2.pdfhttp://emmanuel.ostenne.free.fr/declic.htm
http://sketchup.google.com/ 3D