Misure dispensative

ELENCO di alcune MISURE DISPENSATIVE (con esempi pratici di buona didattica)
[”l’adozione delle misure dispensative è finalizzata ad evitare situazioni di affaticamento e di disagio in compiti direttamente coinvolti dal disturbo” (Decreto Attuativo 5669 della Legge 170/10)]:

Somministrare la verifica scritta in:
– tempi più lunghi (non fargli fretta, ma dargli più tempo per elaborare);
– oppure in forma ridotta (meno esercizi);
– oppure suddividere la somministrazione in più riprese (verifica svolta nell’arco di più lezioni);
non forzare l’alunno dsa a leggere ad alta voce (a meno che l’alunno non lo desideri) ma chiedergli di leggere mentalmente: privilegiare in classe modalità la lettura silenziosa o del docente;
ridurre i compiti a casa;
evitare l’apprendimento mnemonico di formule, regole, verbi (sia in italiano che in L2), elenchi, poesie… (evitare quindi ”gare di classe” su verbi, grammatica, storia, tabelline…);
evitare l’uso del vocabolario (in caso, preferire traduttori e vocabolari digitali);
non far ricopiare testi o esercizi nelle verifiche scritte: copiare, per l’alunno dsa, è un atto cognitivo e non automatico che compromette la comprensione di quanto scritto;

evitare di far scrivere alla lavagna;
evitare la ricopiatura dalla lavagna e di far prendere appunti: per un alunno dsa lo scrivere è un atto cognitivo e non automatico e quindi compromette la comprensione di quanto copiato; preferire quindi schemi/mappe predisposte dal docente;
mai interrogazioni e verifiche a sorpresa, ma programmate con buon anticipo (meglio far segnare nel diario in modo chiaro la data di ogni verifica, scritta o orale, in anticipo);
prediligere le prove orali (programmate) a quelle scritte, sempre secondo le preferenze dell’alunno (ricordare tuttavia che gli alunni disnomici tendono a recuperare con fatica termini utili soprattutto in fase orale) ;
nelle prove di verifica scritte valutare il contenuto e l’impegno, non la forma (non valutare errori di calcolo, errori ortografici di spelling);
se possibile, evitare di segnare gli errori in rosso, anche se non vengono valutati: ad es. meglio correggere con una penna di colore diverso e meglio ancora che gli errori vengano evidenziati dopo l’avvenuta consegna della verifica corretta (quindi in un secondo momento); in caso, predisporre l’autocorrezione dell’errore da parte dell’alunno (fargli riscrivere la parola in modo corretto). Sempre valutare il contenuto e non la forma.
Lingue Straniere: sono da evitare le attività che generano ansia linguistica o che sono percepite dall’alunno come inaccessibili, come: lettura ad alta voce (non utile perché l’esercizio di lettura non può migliorare la prestazione nella lettura), presa di appunti, ricopiature di brani anche dalla lavagna, dettati, traduzioni istantanee (meglio consegnare le traduzioni all’alunno qualche giorno prima per permettergli di applicarsi, prepararsi ed affrontarle con serenità), test che prevedono la risposta immediata a domande di comprensione o aperte, applicazioni meccaniche della semplice struttura grammaticale, trasformazioni di frasi, memorizzazioni (di verbi, parole desuete, brani). Gli argomenti di civiltà, storia e letteratura in L2 assumono minore importanza a causa delle possibili difficoltà di memorizzazione: meglio insistere sul potenziamento del lessico più comune piuttosto che puntare su parole più rare e specifiche. Favorire l’apprendimento orale della L2 (le prove scritte sono previste sia durante l’anno scolastico sia in sede d’esame, ma richiedono una valutazione non formale (cioè ad hoc, calibrata in modo specifico sull’alunno). Prevedere un “compenso dovuto” dell’orale sullo scritto: consentire cioè interrogazioni orali per rimediare ad eventuali insufficienze ottenute negli scritti, rassicurando sul fatto che il voto negativo non verrà registrato e verrà data la possibilità di recuperare oralmente. [In casi specifici è possibile l’esonero o la dispensa della Lingua Straniera: l’esonero riguarda l’insegnamento della lingua straniera nel suo complesso, mentre la dispensa concerne unicamente le prestazioni in forma scritta; entrambi devono essere sollecitati nella Diagnosi, richiesti dalla famiglia e approvati dal C.d.C; dettagli al punto 4.4 delle ”Linee Guida” della Legge 170/2010, dedicato alla Didattica Per le Lingue Straniere];
In Matematica e Geometria: non richiedere all’alunno discalculico di memorizzare tabelline, regole matematiche e geometriche, formule (vedere lista strumenti compensativi), almeno che l’alunno non lo desideri. Approntare le verifiche scritte come indicato più avanti; (nel caso di alunni disprattici l’uso di strumenti tecnici, quali compasso, righello e goniometro, può risultare arduo);
in Scienze Motorie: se si nota mancanza di coordinazione e di precisione nell’esecuzione degli esercizi, evitare di pretendere il riconoscimento di destra-sinistra, l’orientamento spaziale, la memorizzazione delle sequenze di gioco, il calcolo del punteggio, la successione dei turni di gioco, la velocità negli spogliatoi;
in Arte ed Immagine ed Educazione Tecnica: in caso di alunni disprattici l’esecuzione del disegno tecnico, la copia dal vero e la riproduzione possono risultare difficoltose.