Lettera a mio figlio Ivan

Caro Ivan, questa lettera non è solo la lettera di una mamma per il suo piccolo uomo ma contiene un messaggio per chiunque abbia un cuore. Mi sono sempre chiesta se sia peggio la sofferenza che si prova nelle malattie o quella, più subdola, che si avverte quando le persone care non ti credono. Per anni, a scuola, prima le maestre poi i professori ti hanno giudicato solo uno fannullone! Ma tu a casa ti impegnavi, ti applicavi e studiavi, lo so perché hai trascorso pomeriggi, rinunciando allo svago per fare i compiti. Piangevi quando mi raccontavi che a scuola ci mettevi impegno esattamente come io ti vedevo fare a casa. Ma loro i docenti, sostenevano che tu a scuola eri distratto e non avevi voglia di fare nulla! Io non ci capivo più nulla e mi ascoltavo loro invece del mio cuore, e per anni dubitai di te, pensando che a scuola tu fossi superficiale. Fin che le tue lacrime mi convinsero che tu eri nel giusto. Non poteva essere diversamente. Il mio cuore incominciavo a dirmi qualcosa. Quando ti portai dalla specialista per verificare se avessi qualche caratteristica che ti impediva di apprendere, la tua scuola mi disse che ero visionaria e non volevo accettare la tua pigrizia e mancanza di logica. Poi arrivò il risultato: Dsa. Ivan avevi ragione tu. Ora, grazie al tuo ulteriore sforzo e all’aiuto delle persone che ti hanno sostenuto in questi mesi nello studio con metodi e accorgimenti adeguati per il Dsa, sei riuscito a recuperare il tempo perso e superare gli esami. Hai vinto tu Ivan, da solo contro tutti. Hai dimostrato di essere intelligente e il tuo carattere e la tua tenacia ti hanno portato a vincere la tua prima grande sfida di questa vita: la promozione! E ora davanti a te hai la possibilità di studiare sereno e lottare per quel futuro che vuoi. Non permettere mai più a nessuno di frenare i tuoi sogni e le tue speranze. Ma soprattutto non arrenderti mai quando nella vita incontrerai altre sfide e altre persone che non crederanno in te! Io di te non dubiterò più, ho sbagliato e ne sono consapevole, potessi tornare indietro e leggere i tuoi occhi, ascoltare la tua voce, lo farei. Perdonami, e grazie per avermi dato la possibilità di crescere con te. Quando ti rendi conto che non ti ascolto, fermami e dimmi: mamma sono qui ti sto parlando e voglio che mi capisci con il cuore e non con la testa. 

La tua mamma quella rinata con te. 

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