Promessi sposi. Capitolo 2. Andrea Paris

SECONDO CAPITOLO PROMESSI SPOSI

Il secondo capitolo si apre con il risveglio di Don Abbondio: dopo aver passato una notte molto agitata, non sapendo come fare per rimandare il matrimonio di Renzo e Lucia, adesso l’uomo ha un piano e si sente pronto ad affrontare lo sposo. L’idea è quella di prender tempo per qualche giorno senza scoprirsi e poi rimandare le nozze per almeno due mesi a causa dell’Avvento, periodo in cui era proibito celebrare matrimoni. Renzo arriva alla casa del curato, felice e baldanzoso come si può esserlo a vent’anni, ma lo attendono brutte notizie: il matrimonio non verrà celebrato. Renzo è sbalordito, non capisce, sa che era tutto pronto e fissato proprio per quel giorno, ma Don Abbondio lo confonde con le sue parole, con l’uso del latino e poi lo congeda con la promessa di aver pazienza ancora per una settimana.
Renzo esce dalla casa del curato, ma è ancora confuso e sospettoso. In quel momento incontra Perpetua e la donna, pur senza rivelare nulla, fa capire che sotto ci sia qualcosa di più grosso. Allora Renzo rientra in casa e, questa volta, messo alle strette Don Abbondio, riesce a farsi confessare il vero motivo per cui il matrimonio non può essere celebrato. Ancora più sbalordito di prima, Renzo esce e si avvia verso casa di Lucia, mentre il curato si mette a letto febbricitante. Giunto a casa della sposa, informa lei e sua madre, Agnese, dell’accaduto. I tre, di comune accordo, decidono di spargere la voce che Don Abbondio è ammalato e per questo il matrimonio è stato rimandato.

Nel primo capitolo era stato presentato il personaggio di Don Abbondio, mentre questo è quasi interamente dedicato alla figura di Renzo. Di lui sappiamo che è rimasto orfano fin dall’adolescenza e che era cresciuto praticamente da solo. Ottimo filatore di seta, si era procurato un’altra occupazione coltivando un orticello, cosicché può essere considerato a tutti gli effetti un buon partito.
A livello caratteriale, Renzo è in fondo un uomo che si è fatto da se’. Magari un po’ irascibile (mette spesso mano al coltello) e impulsivo, ma in fondo buono e riflessivo: mentre cammina verso casa di Lucia si lascia prendere dall’ira nei confronti di Don Rodrigo, ma poi basta il pensiero della sua sposa per ricondurlo “ai migliori pensieri cui era avvezza la mente”.