Lettera alla maestra delle elementari. Era appena uscita la legge per la dislessia.

Andrea, 15 anni. In quegli anni scrive spesso alla sua maestra. Oggi ha 18 anni e condivide con noi la sua storia. 

Lettera alla maestra delle elementari. Era appena uscita la legge per la dislessia.

Cara ……. Ti racconto com’è andata alle scuole superiori fino adesso, come già sai sono stato bocciato. Avevo iniziato con grande entusiasmo mi piaceva la scuola e i compagni, ma dall’inizio del secondo quadrimestre la professoressa di italiano fuori dalla porta mi ripeteva che preferiva non ammettermi al secondo anno, che avrebbe fatto di tutto perché così avrei avuto l’anno scolastico con i miei voti reali perché era convinta che avessi la dislessia. Avendo riscontrato questa cosa misteriosa già dalle elementari non ne potevo più che continuava stressarmi parlando di questa dislessia, ogni vota ci raccontava di altri alunni dislessici che aveva avuto. La cosa strana era che ne aveva individuati altri sei nella mia classe, lei sosteneva in continuazione che le persone con la dislessia stavano aumentando (ma dopo i test siamo risultati solo io e un altro compagno con DSA) per me quello che diceva non aveva senso a volte nemmeno lei sapeva cos’era la dislessia. Ma poi mi faceva scrivere ogni errore 500 volte, lei diceva che i dislessici così imparavano, una volta sono arrivato anche a scrivere 5500 parole , la cosa peggiore era che perdevo molto tempo, lei disse ,solo quando avevo una diagnosi scritta valida venivo assolto da questo compito (tortura). Non si capiva se voleva aiutarmi o punirmi. Con un primo test con lo psicologo all’ interno della scuola, in matematica lui mi guardò con aria sospetta e dubbiosa non era un test completo ma lui mi disse che in matematica i calcoli sotto il 20 non erano automatici ma spesso dovevo calcolarli con fatica. Poi mi ha spiegato che era sbagliato scrivere così tante volte la parola’ anche lui era rimasto sconvolto di quante parole dovevo scrivere, perché se la parola io la scrivevo sbagliata poi la memorizzavo sbagliata. La mia opinione è la seguente: per me avere la DSA è come avere un problema “grave”. Per ora penso che un mondo senza DSA sia migliore questo lo penso fino a quando nessuno mi farà più domande del genere :-ma cosa è la DSA- allora da quel momento cambierò opinione. La psicologa che poi mi ha fatto la diagnosi valida per la scuola è molto simpatica, lei ha voluto vedere i quaderni anche delle elementari, in italiano è rimasta stupefatta dal modo di insegnare utilizzando schemi e addirittura foto colorate. Poi chiese: se questo modo lo usasse solo per me o per tutta la classe. Disse che questo modo specie per me è stato molto efficace e utile durante le elementari. Purtroppo dopo 4 incontri con tutti i test sono risultato con la “dislessia evolutiva”. La cosa che mi ha reso più entusiasta e stato il test sull’intelligenza cognitiva che risulta 95 percentile con questo non mi considerano come stupido. Mi ha spiegato che facevo più fatica degli altri e che avevo recuperato bene ma il problema rimane. Spiegò che alle superiori questa cosa mi crea molti problemi perché alle elementari è tutto più lento mentre alle medie sono stato bravo ad arrivare fin qui. Poi ha detto che alle superiori i studenti con la dislessia vengono seguiti molto di meno e solo con gli strumenti compensativi e dispensativi potrò dimostrare quello che realmente so. La dottoressa ha fatto di tutto perché la diagnosi arrivasse a scuola prima degli scrutini sia lei come noi eravamo del parere che sarebbe stato più giusto per me di avere almeno la possibilità di andare a settembre visto che ero al limite con i voti per avere una bocciatura più degna. Per me è ovvio pensare che se uno un giorno riceve una diagnosi di DSA allora fin da quando è nato ha vissuto con essa. Ma anche con la diagnosi come aveva detto l’insegnante di italiano non mi hanno ammesso al secondo anno perché non erano i miei voti reali. Io questo non lo capivo perché se non mi hanno ammesso perché non avevo i miei voti reali allora dovrei ripartire a fare la 1 elementare per così avere tutti i miei voti reali ovvero quelli che mi merito. Per me non era giusto stavo malissimo perché sé non fossi stato dislessico io sarei andato a settembre. I miei genitori all’inizio della scuola mi hanno fatto cambiare di sezione io ero preoccupato di trovarmi un altro prof. di chimica. Quest’anno sono nella 1^F quattro professori sono gli stessi del anno scorso, sono molto contento che ho lo stesso professore in chimica che è bravissimo e anche la classe è molto più silenziosa di quella di prima. Nella mia classe sono l’unico con la dislessia .Al inizio della scuola ho consegnato a tutti professori la lettera con la diagnosi ma quando ho consegnato la lettera al professore di italiano sono rimasto ancora male perché mi ha detto che lui boccia anche i dislessici e di non marciarci sopra “e chi ci marcia?” non ne potevo più che parlava ancora di bocciatura. Anche se adesso per legge ho diritto ai strumenti compensativi e dispensativi ancora non ho i miei voti reali. Solo tre professori hanno usato subito il metodo per DSA. Poi i miei genitori con la dott. …. al consiglio di classe hanno spiegato il mio caso per fare il mio piano personalizzato. Ma ancora adesso in diritto e scienze le verifiche sono uguali come tutta la classe e non hanno consegnato il piano. Il professore di diritto scrive con un carattere piccolissimo “lui dice che è un problema di carta” in scienze io le cose le so, il professore dice che sono giuste ma lui vuole le parole sue. Anche se i voti non sonno sotto la sufficienza non sono i miei voti reali. Il miglior professore che riesce farmi le verifiche quasi alla perfezione è quello di chimica con caratteri più grandi, scrive le consegne chiare e utilizzando il minor numero di parole di quello che vuole sapere con meno domande li sono riuscito anche a pendere nove. La professoressa di inglese (la stessa del anno scorso) è brava cerca almeno di capire, il problema sono le verifiche scritte. Il professore di italiano dice che sono privilegiato per i strumenti compensativi e dispensativi, ma per me non è un privilegio perché sono stati dei studiosi a creare quelle apposite misure compensative. Oppure lui dal inizio della scuola che continua volere subito tutti i compiti con il computer anche a scuola ma io non sono abituato sono ancora troppo lento e i temi in classe non li finirei in tempo. Continua dire che devo portare il PC per i temi a scuola, altrimenti mi conteggia tutti gli errori e non mi lascia il tempo per prenderci mano “cosi mi fa passare la voglia. La dott. …..aveva detto di non dare importanza agli errori e concentrarmi sul contenuto di quello che scrivo. A casa per i testi lunghi uso la sintesi vocale così ascolto il testo seguendo il libro mi trovo molto meglio. Un giorno sono andato ad un convegno di Giacomo Cutrera, un ragazzo dislessico che si è laureato in informatica. A 14 anni ha scritto la sua storia nel libro “Demone Bianco”. Lui legge ca. con i stessi tempi miei. Poi ha parlato una ragazza, ma lei era più grave . Mi e piaciuto molto Giacomo Cutrera come ha spiegato i suoi ostacoli che aveva a scuola. Giacomo Cutrera e già andato in molte scuole d’ Italia, tutti lo vogliono invitare perché è bravissimo a spiegare con dei esempi. Spero possa venire anche al Itis, al nuovo vicepreside piaceva l’idea perché ha detto a mio papà che l’anno scorso alcuni professori li passavano ad altre scuole per evitarli perché non sanno come comportarsi con i studenti dislessici. Io spero almeno per il secondo quadrimestre di avere finalmente tutti i miei voti. 

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