Testimonianza di Barbara Paradisi.

accettare barbara Quando ero una piccola studente ho sempre faticato tanto sin dalle elementari e non riuscivo a capire perché. Vedevo tutti i miei compagni fare sempre meglio di me … anche se io studiavo, alla mia maniera, ma studiavo …. anche alle medie e alle superiori…. facevo una gran fatica per capire ciò che leggevo e già ai miei tempi facevo una sorta di mappe concettuali o elenchi puntati… ma quando arrivavano le verifiche il buio…. la mia memoria faceva fatica a ritrovare le informazioni richieste…. mi dicevo sempre “cavolo io le so le cose, perché non riesco a tirar fuori tutto ciò che so e che ho dentro??” …. mi hanno sempre giudicato come una bambina, poi ragazza che aveva la “Testa tra le nuvole”, pigra…. ma non lo ero! La mia brutta calligrafia l’ho migliorata perché caparbiamente mi allenavo a casa a copiare il segno delle mie amiche…. facevo fogli e fogli interi…. ma la via vera vocazione è sempre stata disegnare…. disegnavo sempre in continuazione…. ma purtroppo arrivata alla scelta delle superiori mia madre non ha voluto assolutamente che io mi iscrivessi al Liceo Artistico… e così ha scelto per me Ragioneria…. è stato per me un calvario….ma in 7 anni sono riuscita a diplomarmi…. e stanca della scuola sono andata a lavorare…. Dopo qualche anno è nato il mio primo figlio, che è sempre stato un bimbo fantastico! Quando ha cominciato a parlare utilizzava parole che interpretavamo, e all’età di 7 anni ancora non riusciva a farsi comprendere bene! Verso i 3 anni la maestra dell’asilo mi disse che sarebbe stato necessario un ciclo di logopedia e così abbiamo cominciato a portarlo settimanalmente a questi incontri…. logopedia, psicomotricità…. a 5 anni e mezzo è entrato alle elementari e qui è iniziato un incubo principalmente per lui ma trasversalmente per tutta la famiglia. Non riusciva a scrivere bene, non seguiva i dettati, non ricordava le tabelline… così ho cominciato ad attivare delle strategie di mamma che ricordavo servivano pure a me ai tempi, per poter ricordare, per poter studiare. <tutto questo lo facevamo a casa ma a scuola non accettavano niente. Continuava ancora il suo ciclo di logopedia con l’aggiunta di neuropsichiatra e psicologo. I compagni di classe l’avevano emarginato e l’insegnante etichettato. Poi le elementari sono finite e arrivati alle medie e io preoccupata sono andata subito a far presente la cosa alla professoressa coordinatrice che mi disse che lo avrebbero osservato per un mesetto e poi ne avremo riparlato. Così nell’Ottobre del 2010 l’insegnante mi chiama e mi dice che aveva il dubbio che mio figlio fosse DSA…. DSA? Cos’è DSA? La mia ignoranza dei fatti era tanta…. tornata a casa ho digitato “DSA” su internet…. è mi sono trovata di fronte alla descrizione di caratteristiche che identificavano le difficoltà che mio figlio stava affrontando da anni!! abbiamo fatto subito diagnosi e …… si mio figlio è DSA, con lui ho scoperto le mie difficoltà …. le emozioni, dopo tanti anni di sofferenze , erano tantissime: dal sentirsi sollevati a crollo mio emotivo…. ma dopo un po’ di confusione ci siamo attivati subito…. la scuola alle medie ha accettato parte degli strumenti necessari… ma l’ostacolo più duro in quel momento sono stati i compagni. Mio figlio era già molto provato dai lunghi anni di elementari. Da piccolo era un bambino sorridente e spensierato … ma già a 6 anni il suo sorriso si era trasformato in un arco in giù accompagnato dalla sua testa sempre china… la sua posizione è rimasta quella anche alle medie. Ma con gli strumenti compensativi e corsi sull’utilizzo di questi utili strumenti ce l’ha fatta bene alle medie e ha passato l’esame. Nel frattempo anche mia figlia più piccola già in terza elementare la maestra mi disse che vedeva la bimba in difficoltà ma subito abbiamo fatto la diagnosi e poi potenziamenti, ma lei fortunatamente ha avuto insegnanti che immediatamente utilizzato in gli strumenti in modo inclusivo, per tutta la classe e i compagni non hanno visto differenze perché tutti utilizzavano gli stessi strumenti… lei non ha mai perso il sorriso e quest’anno uscirà dalle elementari felice di aver fatto il suo percorso scolastico alla primaria, anche se con tanta fatica, piena di amichette che ricorderà sempre. Mentre mio figlio ha perso quasi totalmente la fiducia per la scuola , ha perso momenti dell’infanzia dove essere spensierati e pensare anche a ridere e scherzare con glia amici… amici che non è mai arrivato a contarne meno di metà di una mano. Io capendo la motivazione delle mie difficoltà, dopo 30 anni sono più forte e cerco di fare del mio meglio per aiutare i miei figli ma anche gli altri ragazzi per quel che posso. Ancora non riesco a leggere in modo automatico l’orologio, leggo lentamente, non ricordo le formule, le tabelline, date e tanto altro….ancora come da bambina, coltivo la mia passione per il disegno e nel creare…..ma adesso sono riuscita ad accettarmi così come sono con le mie caratteristiche.

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