LETTERA AI REFERENTI REGIONALI (Mancato rispetto della legge 170)

LETTERA AI REFERENTI REGIONALI

Dopo avere esposto il proprio personale problema continuate scrivendo:

La scuola, ha provveduto appena ricevuta la certificazione  a predisporre, come impone l’articolo 10 del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 122/99 sulla valutazione del profitto e la Legge170/10 sui disturbi specifici di apprendimento – un apposito Piano Didattico Personalizzato, con l’indicazione delle misure compensative e dispensative da adottare nei confronti dell’alunno…………..

La scuola non rispetta quanto firmato e continua a opporre resistenza per ogni mio reclamo.

A fronte di quanto esposto, la invito caldamente a prendere un provvedimento avverso il/la Docente (o Dirigente/o Scuola) su citato/a per evitare ulteriori vessazioni ed inottemperanze da parte di questa/i sul benessere didattico ed emotivo (già molto provato) di mio figlio/a…Le lascio, pertanto, tutti i riferimenti necessari per essere da Lei contattata/o.
Se non dovessi avere, a breve, una qualche risposta, mi vedrò costretta/o a rivolgermi alla Direzione Generale per lo Studente del MIUR  nelle figura del Dott. R. Ciambrone e del Dott. G. Dell’Acqua.
Con osservanza…..

Fonte Brunella Murolo

Gruppo facebook di Brunella Murolo:   https://www.facebook.com/groups/1591133114457903/?fref=ts

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Sanzioni disciplinari personale della scuola

 

Sanzioni disciplinari personale della scuola 

La FLC CGIL ritiene che proprio questa caratteristica della norma, oltre alle questioni di merito, sia il limite più evidente. Infatti, in particolare per il comparto scuola, le disposizioni in esso contenute sono parzialmente inapplicabili, proprio per la specificità di questo settore ed all’interno di esso la funzione docente. Non fa eccezione il tema delle
sanzioni disciplinari.

Il decreto Brunetta anche in questo caso opera la rilegificazione di questa materia che era oggetto di contrattazione. Il ruolo del contratto viene sminuito, riducendo quindi le tutele per i lavoratori che attraverso la negoziazione potevano essere garantite.

La circolare del MIUR n. 88/2010, sostanzialmente recepisce i contenuti del D.Lgs. 150, facendo soli piccoli adattamenti alla specificità della scuola e in alcuni casi, forzando i contenuti o interpretando estensivamente norme esistenti, tenta di coprire i vuoti normativi che lo stesso Decreto Brunetta determina. Inoltre non viene affrontato un tema essenziale ed un nodo delicatissimo che attiene al rapporto tra libertà di insegnamento e sanzioni disciplinari.

Infine, esistono alcune disposizioni del Decreto Brunetta in tema di sanzioni, recepite dalla circolare, che presuppongono pienamente operante per il personale scolastico un sistema di valutazione. Ricordiamo che ad oggi tale sistema non esiste per il personale scolastico.

Oltre a non essere stati ancora definiti gli organismi indipendenti di valutazione per il comparto scuola, per i docenti manca il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dovrebbe definire modalità e limiti dell’applicazione di questa parte del decreto 150/2009.

Le schede che seguono costituiscono uno strumento di lavoro per le strutture della FLC CGIL. Si tratta di un documento in fieri, nel senso che dovrà essere arricchito e aggiornato sulla base sia di possibili nuovi interventi normativi che giurisprudenziali.

La FLC CGIL ha infatti impugnato la circolare 88/2009 su tre punti: personale a tempo determinato, pubblicità e sospensione cautelare.

Oltre a ciò è nostro interesse patrocinare quei ricorsi individuali che contengono profili di illegittimità sia sul versante della libertà di insegnamento che della libertà di espressione nelle scuole, pregiudicate oltre che dai contenuti del decreto anche da iniziative illegittime, poste in essere da alcune amministrazioni territoriali.

IL QUADRO DELLE SANZIONI DISCIPLINARI
Normativa di riferimento e ruolo del contratto.

La conseguenza più evidente delle modifiche che il decreto legislativo 150/2009 ha apportato al sistema disciplinare nel pubblico impiego è la grande confusione che ha determinato nel quadro legislativo.

Infatti per effetto delle abrogazioni contenute nel decreto e del mancato rinnovo del CCNL la situazione che si viene a creare determina grande incertezza rispetto alle norme vigenti e conseguentemente un forte aumento del contenzioso.

Il contratto avrebbe dovuto stabilire i criteri per definire il tipo e l’entità di ciascuna delle sanzioni sono nel rispetto del principio di “gradualità e proporzionalità”, senza possibilità di riduzione della sanzione. Per effetto del blocco del rinnovo dei contratti stabilito dalla legge 122/2010 questa possibilità è venuta meno.

La sanzione è inflitta per:

Mancanze lievi riguardanti i doveri inerenti alla funzione docente o i doveri di ufficio
(art. 492 D.Lgs.297/94).

Mancanze non gravi riguardanti i doveri inerenti alla funzione docente o i doveri di
ufficio (art. 493 D.Lgs.297/94).

Atti non conformi alle responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla
funzione o per gravi negligenze in servizio;
– violazione del segreto d’ufficio inerente ad atti o attività non soggetti a pubblicità;
– avere omesso di compiere gli atti dovuti in relazione ai doveri di vigilanza.
(art. 494 D.Lgs.297/94).

Avere rifiutato, essendo a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio di
informazioni rilevanti per un procedimento disciplinare in corso, senza giustificato
motivo, la collaborazione richiesta dall’autorità disciplinare procedente ovvero
rendere dichiarazioni false o reticenti
(art.55 bis comma 7 D.Lgs.165/2001).

Nei casi previsti per la sospensione fino ad un mese qualora le infrazioni abbiano
carattere di particolare gravità;
– uso dell’impiego ai fini di interesse personale;
– atti in violazione dei propri doveri che pregiudichino il regolare funzionamento
della scuola e per concorso negli stessi atti;
– abuso di autorità
(art. 495 D.Lgs.297/94).

Per scaricare tutta la normativa: Sanzioni-disciplinari-personale-della-scuola-febbraio-2011

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Manuale per il protocollo

Manuale di Gestione del Protocollo, dei documenti e degli archivi.

Il presente manuale è adottato ai sensi dell’art. 3, primo comma, lettera c) del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 31 ottobre 2000, recante le regole tecniche per il protocollo informatico.

Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 ottobre 2000, di approvazione delle “Regole tecniche per il protocollo informatico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 428”, all’art. 3, comma 1, lettera c), prevede per tutte le amministrazioni di cui all’art. 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, l’adozione del manuale di gestione.
Quest’ultimo, disciplinato dal successivo art. 5, comma 1, “descrive il sistema di gestione e di conservazione dei documenti e fornisce le istruzioni per il corretto funzionamento del servizio”.

Per scaricare il manuale: Manuale gestione protocollo informatico_2012

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Normative Nazionali – Normative Regionali

Normative nazionali

.-legge-DSA-170-2010

.-dm12luglio2011

.-linee-guida-sui-dsa-12luglio2011

.-Accordo-Stato-Regioni-su-Indicazioni-per-la-Diagnosi-e-Certificazione-dei-DSA

.-Direttiva-Ministeriale-27-Dicembre-2012-Strumenti-di-Intervento-per-alunni-con-BES

.-Circolare-MIUR-n.-8-del-6-Marzo-2013

.-Decreto-Interministeriale-dellart.-7-comma-1-Legge-170-2010

Normative Regionali

Legge regionale 12 maggio 2009, n. 8 Valle D’Aosta Valle D’Aosta

.-Circolare-Regionale-n.-326-del-30-Ottobre-2009-Disturbi-Specifici-di-Apprendimento Piemonte Piemonte

.-Circolare-Regionale-n.-347-del-16-Settembre-2011-dellUSR-Piemonte Piemonte

Decreto _550_2012 Liguria Liguria

Legge Regionale N3 del 15-03-2010 Liguria Liguria

Legge Regionale 2 febbraio 2010, N. n. 4 Lombardia Lombardia

3120_2-Nota 5 luglio 2011 DSA Lombardia Lombardia

LEGGE PROVINCIALE 26 ottobre 2011, n. 14 Provincia di Trento Trento

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 8 maggio 2008, n. 17- Trento Trento

Legge regionale 4 marzo 2010 Interventi a favore delle persone con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) Veneto

Veneto DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2438 del 20 dicembre 2013 Veneto Veneto

Recepimento Accordo Stato-Regioni del 25 Luglio 2012 su Indicazioni per la Diagnosi e la Certificazione dei DSA. Istituzione Elenco soggetti Privati abilitati al rilascio delle Diagnosi di DSA Veneto Veneto

.-Nota-DG-Accordo-Stato-Regioni-per-DSA Veneto Veneto

DSA – legge 170 spiegazioni Emilia Romagna Emilia Romagna

Circolare-8-del-31-Maggio-2012 Emilia Romagna Emilia Romagna

Legge-Regionale-n.-32-del-19-Novembre-2012 Marche Marche

Circolare del 31 Ottobre 2013. Documento tecnico di istituzione dei gruppi di conformità DSA per la valutazione di conformità sulle diagnosi di DSA Marche Marche

Delibera-1288-del-16.09.2013 Marche Marche

Legge-Regionale-Molise-n.-1-dell8-Gennaio-2010 Molise

D.G.R.-N.-43-del-28.02.2014 Campania Campania

Protocollo-Intesa-Individuaizione,-Diagnosi-e-Certificazione-Alunni-con-DSA Campania campania

Documento-Tecnico-per-Indviduazione-Precoce,-Diagnosi-e-Certificazione-dei-DSA Campania Campania

Modello-di-Certificazione-per-DSA Campania Campania

Nota-Prot.-1269-USR-Puglia-Norme-Transitorie-Diagnosi-e-Certificazione-DSA Puglia Puglia

LEGGE REGIONALE 25 febbraio 2010, n. 4 Puglia Puglia

Legge regionale 12 novembre 2007, n. 20 Basilicata Basilicata

Legge-Regionale-n.-10-11.04.2012-Calabria Calabria

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Valutazione della condotta

IL MINISTRO

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59 e in particolare l’articolo 14, commi 1 e 2;

VISTO il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, recante la definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione a norma dell’articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53, e in particolare l’art. 11, commi 1, 2, 3;

VISTO il decreto legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito con modificazioni dalla legge n. 176/2007, recante disposizioni urgenti per assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2007/2008, e in particolare l’art. 1, comma 4;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 21 novembre 2007, n. 235, Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria;

VISTA la nota prot. 3602/PO del 31 luglio 2008 avente per oggetto: DPR. n. 235 del 21 novembre 2007 – Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria;

VISTO il decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169 che, all’art. 1, istituisce nella scuola l’insegnamento “Cittadinanza e Costituzione”, e all’art. 2 introduce la “valutazione del comportamento” degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado;

CONSIDERATO che il comma 3 dell’art. 2 del predetto decreto legge n. 137/2008, convertito dalla legge n. 169/2008, stabilisce che con apposito Decreto il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca individua i criteri di valutazione del comportamento degli studenti inferiore alla sufficienza, vale a dire inferiore a 6/10, nonché ulteriori modalità applicative della nuova tipologia di valutazione;

TENUTO CONTO dei fenomeni di violenza, di bullismo e di offesa alla dignità e al rispetto della persona, che si verificano in maniera purtroppo ricorrente anche nelle istituzioni scolastiche e che richiedono corresponsabilità educativa tra scuola, genitori e territorio, nonché l’elaborazione ed il rispetto di norme condivise;

CONSIDERATO che l’acquisizione, da parte dei giovani, di una compiuta e consapevole cultura dei valori della cittadinanza e della convivenza civile si esprime soprattutto nella pratica di comportamenti coerenti, maturi e responsabili all’interno della comunità di appartenenza;

RAVVISATA l’urgenza di rendere più avvertita e partecipata nelle giovani generazioni la sensibilità verso una piena consapevolezza dei propri diritti e doveri scolastici;

RITENUTO, altresì, che le scuole secondarie di I e II grado, nell’esercizio della loro funzione educativa e formativa, che integra e sostiene l’azione educativa dei genitori, debbano poter disporre anche di strumenti di valutazione del comportamento degli studenti;

DECRETA

Articolo 1
Finalità della valutazione del comportamento degli studenti

1. La valutazione del comportamento degli studenti di cui all’art. 2 del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, risponde alle seguenti prioritarie finalità: -accertare i livelli di apprendimento e di consapevolezza raggiunti, con specifico riferimento alla cultura e ai valori della cittadinanza e della convivenza civile; -verificare la capacità di rispettare il complesso delle disposizioni che disciplinano la vita di ciascuna istituzione scolastica; -diffondere la consapevolezza dei diritti e dei doveri degli studenti all’interno della comunità scolastica, promuovendo comportamenti coerenti con il corretto esercizio dei propri diritti e al tempo stesso con il rispetto dei propri doveri, che corrispondono sempre al riconoscimento dei diritti e delle libertà degli altri; -dare significato e valenza educativa anche al voto inferiore a 6/10. 2. La valutazione del comportamento non può mai essere utilizzata come strumento per condizionare o reprimere la libera espressione di opinioni, correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità, da parte degli studenti.

Articolo 2
Caratteristiche ed effetti della valutazione del comportamento

1. La valutazione del comportamento degli studenti nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria di secondo grado è espressa in decimi.

2. La valutazione, espressa in sede di scrutinio intermedio e finale, si riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa. La valutazione in questione viene espressa collegialmente dal Consiglio di classe ai sensi della normativa vigente e, a partire dall’anno scolastico 2008-2009, concorre, unitamente alla valutazione degli apprendimenti, alla valutazione complessiva dello studente.

3. In attuazione di quanto disposto dall’art. 2 comma 3 del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, la valutazione del comportamento inferiore alla sufficienza, ovvero a 6/10, riportata dallo studente in sede di scrutinio finale, comporta la non ammissione automatica dello stesso al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo di studi.

4. La votazione insufficiente di cui al comma 3 del presente articolo può essere attribuita dal Consiglio di classe soltanto in presenza di comportamenti di particolare ed oggettiva gravità, secondo i criteri e le indicazioni di cui al successivo articolo 4.

Articolo 3
Criteri e modalità applicative della valutazione del comportamento

1. Ai fini della valutazione del comportamento dello studente, il Consiglio di classe tiene conto dell’insieme dei comportamenti posti in essere dallo stesso durante il corso dell’anno.

2. La valutazione espressa in sede di scrutinio intermedio o finale non può riferirsi ad un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all’intero anno scolastico. In particolare, tenuto conto della valenza formativa ed educativa cui deve rispondere l’attribuzione del voto sul comportamento, il Consiglio di classe tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell’anno, in relazione alle finalità di cui all’articolo 1 del presente decreto.

Articolo 4
Criteri ed indicazioni per l’attribuzione di una votazione insufficiente

1. Premessa la scrupolosa osservanza di quanto previsto dall’articolo 3, la valutazione insufficiente del comportamento, soprattutto in sede di scrutinio finale, deve scaturire da un attento e meditato giudizio del Consiglio di classe, esclusivamente in presenza di comportamenti di particolare gravità riconducibili alle fattispecie per le quali lo Statuto delle studentesse e degli studenti – D.P.R. 249/1998, come modificato dal D.P.R. 235/2007 e chiarito dalla nota prot. 3602/PO del 31 luglio 2008 – nonché i regolamenti di istituto prevedano l’irrogazione di sanzioni disciplinari che comportino l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni (art. 4, commi 9, 9 bis e 9 ter dello Statuto).

2. L’attribuzione di una votazione insufficiente, vale a dire al di sotto di 6/10, in sede di scrutinio finale, ferma restando l’autonomia della funzione docente anche in materia di valutazione del comportamento, presuppone che il Consiglio di classe abbia accertato che lo studente:

  1. nel corso dell’anno sia stato destinatario di almeno una delle sanzioni disciplinari di cui al comma precedente;
  2. successivamente alla irrogazione delle sanzioni di natura educativa e riparatoria previste dal sistema disciplinare, non abbia dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel suo percorso di crescita e di maturazione in ordine alle finalità educative di cui all’articolo 1 del presente Decreto.

3. Il particolare rilievo che una valutazione di insufficienza del comportamento assume nella carriera scolastica dell’allievo richiede che la valutazione stessa sia sempre adeguatamente motivata e verbalizzata in sede di effettuazione dei Consigli di classe sia ordinari che straordinari e soprattutto in sede di scrutinio intermedio e finale.

4. In considerazione del rilevante valore formativo di ogni valutazione scolastica e pertanto anche di quella relativa al comportamento, le scuole sono tenute a curare con particolare attenzione sia l’elaborazione del Patto educativo di corresponsabilità, sia l’informazione tempestiva e il coinvolgimento attivo delle famiglie in merito alla condotta dei propri figli.

Articolo 5
Autonomia scolastica

1. Ciascuna istituzione scolastica autonoma, nel rispetto dei principi e dei criteri di carattere generale previsti dal presente Decreto e dalla normativa vigente, può determinare, in sede di redazione del Piano dell’Offerta formativa, ulteriori criteri e iniziative finalizzate alla prevenzione, tenendo conto di quanto previsto dal Regolamento di istituto, dal Patto educativo di corresponsabilità e dalle specifiche esigenze della comunità scolastica e del territorio.

4/5 Gravemente insufficiente o non sufficiente L’alunno non rispetta le regole di comportamento, pur sollecitato e richiamato / si dimostra recidivo / nel mettere in pericolo sé stesso, i compagni e il personale scolastico / nel danneggiare le strutture / nella mancanza di rispetto verso gli altri / trascina altri verso il comportamento deviante / produce volontariamente danni.

6 Sufficiente L’alunno rispetta le regole, ma solo se continuamente sollecitato / non ha rispettato le regole in episodi sporadici, mostrando poi la buona volontà di riparare / o ancora / l’alunno rispetta le regole del vivere sociale, ma arriva spesso in ritardo / fa molte assenze / spesso va via in anticipo.

7 Buono L’alunno rispetta sostanzialmente le regole, pur essendo moderatamente vivace / se sollecitato controlla il proprio comportamento / tenta di auto correggersi / ha migliorato il comportamento

8 Distinto L’alunno rispetta le regole, è collaborativo nei confronti dei compagni e dell’insegnante / rispetta le cose comuni / è responsabile / partecipa attivamente alla vita di classe

9 Ottimo L’alunno rispetta le regole / è collaborativo nei confronti dei compagni e dell’insegnante / si pone come elemento trainante/positivo all’interno della classe / partecipa attivamente, in modo pertinente, con contributi personali

10 Eccellente L’alunno rispetta le regole / ha un atteggiamento responsabile in ogni situazione / anche autonomamente / è collaborativo nei confronti dei compagni e dell’insegnante / si pone come elemento trainante positivo all’interno della classe / durante tutto il periodo scolastico / si è distinto in qualche episodio o comportamento esemplare

 

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Normativa Invalsi

2.3. Allievi con disturbi specifici di apprendimento (codice 4)
I disturbi specifici di apprendimento (DSA) sono difficilmente riconducibili a una classificazione esaustiva sufficientemente dettagliata. È pertanto necessario che ogni scuola, per il tramite del suo Dirigente scolastico, valuti la specificità di ogni situazione al fine di individuare la soluzione che meglio si adatti allo specifico disturbo dell’apprendimento di ciascun allievo.
Anche per gli allievi con DSA sono ammessi strumenti dispensativi e misure compensative, se previsti, con la sola condizione che questi non modifichino le modalità di effettuazione delle prove per gli altri allievi della classe. Non è pertanto possibile la lettura ad alta voce della prova, né la presenza in aula dell’insegnante di sostegno (se previsto).
Se ritenuto opportuno dal Dirigente scolastico, è consentito che gli allievi con DSA svolgano le prove in un locale differente da quello utilizzato per gli altri allievi della classe. Solo in questo caso, è anche possibile la lettura ad alta voce della prova e la presenza dell’insegnate di sostegno, se previsto.
Sempre se ritenuto opportuno dal Dirigente scolastico, per gli allievi con DSA è possibile prevedere un tempo aggiuntivo (fino al massimo di 30 minuti per ciascuna prova6) per lo svolgimento delle prove. In tal caso, la scuola dovrà adottare tutte le misure organizzative idonee per garantire il regolare e ordinato svolgimento delle prove, senza alcuna modifica dei tempi standard di somministrazione per gli altri allievi della classe.

Per questa tiptologia di allievi è possibile utilizzare, se ritenuto opportuno, le prove in formato elettronico o in formato audio (si veda par. 5). Tali prove devono essere state richiesta dalla scuola all’atto dell’iscrizione al SNV 2011‐12.
Per le classi campione, è necessario avvisare l’osservatore esterno nel momento in cui questi prende contatto con la scuola che nella classe assegnatagli è presente un allievo che potrà svolgere le prove avvalendosi di un tempo aggiuntivo (fino a un massimo di 30 minuti per ciascuna prova). In questo caso specifico, la scuola dovrà prevedere la presenza di un docente che si presenti in aula allo scadere del tempo standard di somministrazione e che rimanga con l’allievo con DSA per il tempo aggiuntivo, in modo che l’osservatore esterno possa procedere con la propria osservazione secondo i tempi standard previsti per gli altri allievi. Quando l’allievo con DSA termina lo svolgimento della prova, il docente che ha effettuato la sorveglianza durante il tempo aggiuntivo provvede a consegnare all’osservatore esterno la prova stessa avendo cura che questi prenda nota del codice dell’allievo per indicare nella scheda risposta che si tratta di uno studente con DSA che ha utilizzato un tempo aggiuntivo. Per gli allievi con questo codice di particolarità frequentanti la classe seconda della scuola primaria la prova preliminare di lettura può avere una durata massima di 10 minuti. Pur ribadendo l’auspicio che gli allievi con DSA partecipino alle prove SNV nel numero più elevato possibile, se a giudizio del Dirigente scolastico le prove standardizzate non sono ritenute adatte a un allievo con DSA in ragione della natura e della specificità del disturbo stesso, è possibile dispensare lo
studente dal sostenimento delle prove, avendo cura di impegnarlo nei giorni delle prove in un’altra attività ritenuta più idonea.
Infine, per questa tipologia di allievi il Dirigente scolastico può adottare, se lo ritiene opportuno, una delle misure precedentemente illustrate in modo differenziato per prove diverse. Ad esempio, è possibile prevedere un tempo aggiuntivo per la prova di comprensione della lettura (Italiano) e non per matematica o viceversa.

2.4. Allievi con altri bisogni educativi speciali (codice 5)
Rientrano in questa categoria tutti gli allievi con bisogni educativi speciali non direttamente riconducibili a una delle categorie precedenti (codici 1, 2, 3 e 4) o portatori di bisogni educativi speciali afferenti a più di una di quelle elencate in precedenza.
In base alla specifica natura del bisogno educativo speciale, il Dirigente scolastico adotta in base alle sue valutazioni, una delle misure previste per gli allievi identificati con uno dei codici da 1 a 4.

Le prove in formato audio (.mp3)
Qualora le scuole ne abbiano fatto richiesta all’atto della registrazione al SNV 2011‐12, l’INVALSI mette a disposizione anche le prove in formato audio (.mp3) per l’ascolto individuale in cuffia delle prove lette da un donatore di voce. Questo formato di prove, secondo la valutazione delle esigenze dell’allievo con bisogni educativi speciali da parte del Dirigente scolastico, possono essere utilizzate per facilitare l’accesso di tali
allievi alle prove SNV, consentendo quindi una maggiore partecipazione degli allievi con DSA alle rilevazioni del Servizio nazionale di valutazione.

1 = disabilità intellettiva;
2 = disabilità visiva: ipovedente;
3 = disabilità visiva: non vedente;
4 = DSA;
5 = altro.

Fonte e la normativa completa:http://www.invalsi.it/snv2012/documenti/istruzioni/Nota_alunni_con_part_bis_edu_2012.pdf

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Sentenza Tar Lazio settembre 2014

Valutazione alunni con disturbi specifici di apprendimento. Compiti Collegio dei docenti.

A riaprire la questione sulla valutazione degli alunni con DSA è la sentenza n.9261 del 1/09/2014 del Tar del Lazio, con la quale è stato accolto il ricorso dei genitori di un alunno minore che ricorrevano dinnanzi al giudice per violazione e falsa applicazione della Legge 170 del 2010, della Circolare Ministeriale del 27 dicembre 2012 e del D.P.R. n.122 del 2009, Regolamento sulla valutazione.

L’alunno non era stato riconosciuto dal consiglio di classe come disgrafico e disortografico, stante a quanto veniva al contrario riportato nei verbali dell’organo collegiale e avrebbe perciò ingiustamente patito una non ammissione alla classe successiva, per non aver il consiglio di classe tenuto conto delle difficoltà, rientranti appunto nei disturbi specifici di apprendimento, e per non aver predisposto in modo tempestivo un piano didattico personalizzato. Il TAR accoglieva il ricorso e annullava l’atto dello scrutinio finale con cui il Consiglio di classe non ammetteva alla classe successiva l’alunno.

Uno dei motivi della decisione di accoglimento del ricorso verteva proprio sulla valutazione degli alunni con DSA a cui il legislatore ha dato invece un’assoluta considerazione.

Il quadro normativo

Partendo dal D.P.R. n.122 del 2009, “Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni”, l’art.10 ha espressamente previsto che“per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei”.

Fonte e tutto l’articolo:http://orizzontescuola.it/news/valutazione-alunni-disturbi-specifici-apprendimento-compiti-collegio-dei-docenti

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In attesa di diagnosi

La condizione di vostro figlio, in attesa di ottenere la certificazione del suo disturbo, rappresenta un tipico caso di BES, (Bisogno Educativo Speciale). Questa categoria è stata di recente regolata dalla circolare ministeriale del 06.03.2013, la quale è molto chiara nel prevedere l’applicazione del Piano Didattico Personalizzato e di tutti gli strumenti compensativi e misure dispensative previste dalla normativa vigente sui DSA (Legge n. 170/2010) a tutti i casi in cui il sospetto di DSA è ancora in fase di accertamento diagnostico. La scuola in cui è iscritto vostro figlio dovrà, dunque, adottare tutte le strategie didattiche opportune per il miglior rendimento dell’alunno anche se ancora non ha ottenuto una diagnosi. Il Consiglio di classe dovrà tenere conto, in sede di valutazione finale dell’anno scolastico che sta per concludersi, della particolare situazione del ragazzo.

Normative Regionali bandi per dsa

NORMATIVE REGIONALI BANDI PER  DSA.

CONTRIBUTI PER FAMIGLIE

 VAL D’AOSTA

Legge regionale n.8 12 maggio 2009

Ai sensi della legge regionale 12 maggio 2009, n. 8, sono erogati contributi alle famiglie di soggetti con disturbi specifici di apprendimento (DSA) per l’acquisto di strumenti informatici dotati di video scrittura con correttore ortografico e sintesi vocali e di altri strumenti alternativi, informatici o tecnologici, per facilitare i percorsi didattici dei ragazzi,destinati allo studio quotidiano a casa. Gli strumenti informatici devono avere le seguenti caratteristiche:- tablet di ultima generazione con sistema operativo Apple iOS, Android, Windows,schermo da almeno 9,7 pollici (diagonale), memoria da almeno 16GB (almeno 32GB perWindows 8). Altri accessori ammessi al finanziamento sono: tastiere/docking station integrate con il tablet, penna per tablet, cuffie, custodia, registratori digitali e smartpen.

http://www.regione.vda.it/

 

BASILICATA

E’ stato pubblicato il nuovo bando per gli interventi a favore dei soggetti dislessia DSA in riferimento all’anno scolastico 2014/2015.

Ogni anno la Regione Basilicata stanzia dei contributi, per le famiglie con figli DSA, finalizzati a comprare strumenti informatici e tecnologici (pc, tablet, dispositivi vocali, correttori ortografici) volti a facilitare percorsi didattici. In questo caso i destinatari sono le famiglie di alunni con DSA. Il finanziamento potrà essere usufruibile anche per chi richieda degli eventuali aggiornamenti di software.

La domanda, scaricabile dal portale del Comune o reperibile all’ufficio informazioni del Comune, deve essere consegnata in Municipio entro il 5 dicembre 2014, termine improrogabile. Alla domanda bisognerà allegare anche la copia della certificazione medica DSA, una copia preventivo o fattura dell’elenco dei dispositivi da acquistare con relativo costo, una copia di attestazione ISEE che non deve essere superiore a 11.305,72 euro e una copia del documento di riconoscimento del dichiarante in corso di validità.

Il criterio da seguire per la concessione del contributo è il 70% della spesa attesa, computata nel preventivo: per i pc e i tablet il contributo si aggira attorno ai 400,00 euro, per i programmi software il massimo finanziabile è di 300,00 euro.

Al bando non saranno ammesse le domande di famiglie che non hanno utilizzato i fondi concessi gli scorsi anni dalla Regione Basilicata. Nelle richieste dovranno essere indicati con precisione i costi tra hardware e software, altrimenti si è esclusi dal finanziamento.

 

 

EMILIA ROMAGNA

Delibera regionale 108/2010

In data 11 agosto 2010 il Direttore Generale di questo Ufficio Scolastico Regionale e il Direttore Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna hanno firmato l’Accordo applicativo della Delibera della Giunta Regionale n. 108/2010 “Programma regionale operativo per disturbi specifici di apprendimento (PRO-DSA) in Emilia-Romagna”.
Sulla base di quanto stabilito nell’Accordo citato è ora possibile definire per l’anno scolastico 2010-2011 gli adempimenti necessari all’acquisto di strumenti informatici compensativi da destinarsi in comodato d’uso ad alunni con DSA frequentanti le scuole del sistema nazionale di istruzione dell’Emilia-Romagna. Gli strumenti compensativi di tipo informatico saranno assegnati in comodato d”uso alle famiglie (0 a chi esercita potestà genitoriale) che presenteranno la relativa richiesta alla istituzione scolastica cui l`alunno è iscritto nell’A.s. 2012 2013 , accompagnandola con un esplicito impegno all’utilizzo pieno e corretto sia a casa sia a scuola dello strumento assegnato.

1) programma di lettura dei testi e sintesi vocali in italiano e inglese (commerciali) installabili su un computer di proprietà della famiglia

2) Computer portatile (notebook / netbook) con schermo di ampiezza minima 11
pollici con installati software free specifici per i DSA e la sintesi vocale italiana (commerciale). Per la scelta di questa opzione la famiglia dichiarerà che non ha disponibilità di un computer portatile da mettere a disposizione dell`alunno.

http://www.regione.emilia-romagna.it/

 

LOMBARDIA

Legge regionale 23/99 

http://www.aslmi1.mi.it/documentazione/cat_view/992-amministrazione-trasparente/256-bandi-di-concorso/243-bandi-regionali/1106-lr-2399-art4-commi-4-e-5-disabili-bando-2014.html

1. La Regione prevede l’erogazione di contributi alle famiglie, finalizzati all’acquisto di strumenti tecnologici, per facilitare i percorsi didattici degli studenti e favorire lo studio a domicilio dei soggetti con DSA.

http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=HomeSPRL/HomePageLayout&cid=1194454760265&pagename=HMSPRLWrapper&rendermode=live


http://www.aslmi1.mi.it/documentazione/cat_view/992-amministrazione-trasparente/256-bandi-di-concorso/243-bandi-regionali/1106-lr-2399-art4-commi-4-e-5-disabili-bando-2014.html
 

MOLISE

Legge regionale  8 gennaio 2010

La Regione può erogare appositi contributi alle famiglie in cui si registrino casi di DSA in età scolare, per l’acquisto di strumenti compensativi ed ausilitecnologici nonché softw are che sia accompagnato da apposita consulenza specialistica. Può, inoltre, con appositi contributi concorrere all’organizzazione di eventi straordinari e progetti di particolare interesse promossi dall’Ufficio scolastico regionale, dall’A.S.Re.M. e da organismi culturali e scientifici, sia pubblici e sia privati su scala regionale.

 http://www.regione.molise.it/web/crm/lr.nsf/0/CEE2A91D3192A22CC12576B7004D102C?OpenDocument

 

Capire la diagnosi

Attualmente la diagnosi differenziale di DSA è possibile per esclusione (non rientrano i quadri con cause accertate ed in cui il disturbo di apprendimento è secondario ad esse) e sulla base del criterio della discrepanza ( l’apprendimento scolastico risulta sostanzialmente inferiore a quello atteso per un bambino della stessa età mentale).
Le due variabili ci consentono di definire con più certezza il dominio della diagnosi di DSA che successivamente potrà essere specificata nelle sue diverse declinazioni: Disturbo della Lettura, Disturbo della Scrittura, Disturbo del Calcolo, eventuali comorbilità di questi disturbi ( situazione rilevata molto frequentemente).
La classificazione ICD 10 descrive questo tipo di disturbi sull’ Asse 2 – Sindromi e disturbi da alterazione specifica dello sviluppo psicologico- con i codici compresi tra F81 e F81.9.
Nella descrizione ICD 10 vengono espressi sostanzialmente alcuni elementi caratteristici:
 le modalità normali di acquisizione delle capacità sono alterate già nelle fasi iniziali dello sviluppo ( condizione diagnostica necessaria );
 i disturbi non sono semplicemente una conseguenza di una mancanza delle opportunità di apprendere;
 non sono dovute a un trauma o a una malattia cerebrale acquisita;
 non sono conseguenza diretta di altre patologie come il ritardo mentale, grossolani deficit neurologici, gravi problemi uditivi o visivi non corretti, disturbi emotivi; frequente comorbilità con altre sindromi cliniche come la sindrome ipercinetica o il disturbo della condotta;
 frequente comorbilità con altri disturbi evolutivi come il disturbo evolutivo specifico della funzione motoria o i disturbi evolutivi specifici dell’eloquio e del linguaggio.
La direttiva clinica è che il livello di apprendimento del soggetto deve essere sostanzialmente inferiore a quello atteso per un bambino della stessa età mentale;
Non devono esserci fattori esterni capaci di fornire una sufficiente motivazione per le difficoltà scolastiche;
Specificazioni dei codici previsti dall’ICD 10 sull’Asse 2 – Sindromi e disturbi da alterazione specifica dello sviluppo psicologico:

F81 – Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche

F81.0 Disturbo specifico della lettura

F81.1 Disturbo specifico della compitazione

F81.2 Disturbo specifico delle abilità aritmetiche

F81.3 Disturbi misti delle capacità scolastiche

F81.8 Altri disturbi evolutivi delle abilità scolastiche

F81.9 Disturbi evolutivi delle abilità scolastiche non specificati
L’utilizzo del codice F81.9 (disturbi evolutivi delle abilità scolastiche non specificati) va ad indicare situazioni cliniche non codificabili come specifiche e caratterizzate da ulteriori codici su altri assi ICD10 (Asse 1 – Sindromi cliniche psichiatriche; Asse 3 – Ritardo mentale; Asse 4 – Condizioni mediche incompatibili; Asse 5 – Situazioni psicosociali anomale).
Quando, pur evidenziando il disturbo di apprendimento, la codifica non può essere monoassiale sull’Asse 2, bensì si rileva una situazione clinica di “non specificazione”, è appropriato attribuire una descrizione sintomatologica di psuedo-dislessia o pseudo- disturbo specifico di apprendimento.

Tab. 1– Qualificazione funzionale del disturbo

Funzione/capacità
Lettura
 Precisione
 Velocità
 Comprensione

Scrittura/espressione scritta
 Compitazione
 Grafia deficitaria
 Composizione testi scritti

Calcolo
 Competenza lessicale del numero
 Memorizzazione e nel recupero dei fatti aritmetici
 Valore posizionale del numero
 Procedure del calcolo

Coordinazione motoria
 Disturbo evolutivo specifico della funzione motoria ( ICD10 F82)
 Prassie della scrittura
 Lateralizzazione non definita

Non verbale o visuo spaziale dell’apprendimento
 Discrepanza significativa tra abilità linguistiche (conservate) e visuo – spaziali ( compromesse)
 Competenze visuo-spaziali
 Alterazione dei processi di attenzione visiva

Questa tabella può essere una traccia per la qualificazione/classificazione del DSA.
La stessa traccia può essere utilizzata anche per l’inquadramento di quelle situazioni in cui il disturbo di apprendimento risulta essere non specifico.

 

 

 

 

Copia Piano didattico personalizzato

Questo pdp è da ritenersi come esempio, perchè ogni dsa, ha bisogno di avere i giusti strumenti compensativi e dispensativi, in base alla proprie caratteristiche. 

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO PER ALUNNI CON DSA

NORMATIVA DI RIFERIMENTO
– DPR 275/99 “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle Istituzioni
Scolastiche”
– Nota MIUR 4099/A4 del 5.10.04 “Iniziative relative alla dislessia”
– Nota MIUR 26/A4 del 5.01.05 “Iniziative relative alla dislessia”
– Nota MPI 4674 del 10 maggio 2007 “Disturbi di apprendimento – Indicazioni operative”
– Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo dell’istruzione. D.M.31/07/2007
– CM n° 32 del 14.03.2008 “Scrutini ed esami di stato a conclusione del primo ciclo di
istruzione – Anno scolastico 2007/2008”
– CM n°54 del 26.05.2008: “Esami di stato Secondaria di Primo Grado anno scolastico
2007/2008 prova scritta a carattere nazionale”
– Legge 8 0tt0bre 2010, n. 170 “ nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”.
– DM n. 5669 del 12 luglio 2011 con allegate le linee guida.

DATI RELATIVI ALL’ALUNNO/A

Cognome e nome:_______________________________________
Classe: _______________________________________________
DIAGNOSI:____________________________________________

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Effettuata da:
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Data diagnosi di riferimento:________________________________

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1. DESCRIZIONE DEL FUNZIONAMENTO DELLE ABILITA’ STRUMENTALI (lettura, scrittura, calcolo)
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2. CARATTERISTICHE DEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO (lentezza, caduta nei processi di automatizzazione, difficoltà a memorizzare sequenze, difficoltà nei compiti di integrazione).
Nota: per i punti 1 e 2 i dati sono ricavabili da:
– diagnosi/incontri con specialisti
– osservazioni degli insegnanti
– incontri con i genitori
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3. CONSAPEVOLEZZA DA PARTE DELL’ALUNNO DEL PROPRIO MODO DI APPRENDERE (conoscere le proprie modalità di apprendimento, i processi e le strategie mentali per lo svolgimento di compiti. Applicare consapevolmente comportamenti e strategie operative adeguate al proprio stile cognitivo)
acquisita
da rafforzare
da sviluppare
Gli insegnanti guideranno e sosterranno l’alunno/a affinché impari:
a conoscere le proprie modalità di apprendimento, i processi e le strategie mentali più
adeguati e funzionali per lo svolgimento dei compiti richiesti;
 ad applicare consapevolmente comportamenti e strategie operative adeguate al proprio stile cognitivo;
a ricercare in modo via via più autonomo strategie personali per compensare le specifiche
difficoltà;
ad accettare in modo sereno e consapevole le proprie specificità e a far emergere soprattutto gli aspetti positivi delle proprie potenzialità e della capacità di raggiungere comunque gli obiettivi prefissati.

4. STRATEGIE E METODOLOGIE DIDATTICHE
Tutti gli insegnanti opereranno affinché l’alunno/a sia messo/a in condizioni di seguire
la stessa programmazione di classe / gli obiettivi minimi attraverso un atteggiamento di sensibile attenzione alle specifiche difficoltà – per stimolare l’autostima ed evitare frustrazioni – attraverso l’attivazione di particolari accorgimenti:
creare un clima di apprendimento sereno, nel riconoscimento e nel rispetto delle singole
diversità;
privilegiare i momenti di dettatura rispetto a quelli di copiatura;
prevedere momenti di affiancamento per un immediato intervento di supporto;
organizzare attività in coppia o nel piccolo gruppo, nell’ ottica di una didattica inclusiva;
adeguare ed eventualmente dilatare i tempi dati per la produzione scritta;
utilizzare differenti modalità comunicative e attivare più canali sensoriali nel momento delle
spiegazioni;
controllare che i compiti e tutte le comunicazioni alle famiglie siano trascritte correttamente;
verificare sistematicamente la comprensione delle consegne orali e scritte per non
compromettere la corretta esecuzione dei compiti e del passaggio di informazioni alla
famiglia;
avviare all’uso della videoscrittura, soprattutto per la produzione testuale o nei momenti di
particolare stanchezza/ illeggibilità del tratto grafico;
aver cura che le richieste operative, in termini quantitativi, siano adeguate ai tempi e alle personali specificità, anche nel momento dell’assegnazione di compiti a casa;
promuovere la conoscenza e l’utilizzo di tutti quei mediatori didattici che possono metterlo/a in una serena condizione di apprendere (immagini, schemi, mappe,…);
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5. OBIETTIVI DIDATTICI SPECIFICI
Gli obiettivi didattici personalizzati vengono riportati nelle singole programmazioni disciplinari.

6. MISURE DISPENSATIVE
 lettura ad alta voce
 dettatura e copiatura dalla lavagna
 scrittura corsivo e stampato minuscolo
 studio mnemonico di tabelle, forme verbali, grammaticali, tabellone etc…………
 compiti domestici superiori al minimo necessario
 annotazione autonoma di appunti
 trascrizione dei compiti e degli appunti (prevedere aiuto esterno dai compagni o
dagli insegnanti)
 interrogazioni programmate
 somministrazione di verifiche ravvicinate
 valorizzazione del linguaggio orale e iconico rispetto a quello scritto
 correzioni ripetute di errori che non siano modificabili
 produzione di testi articolati ed estesi
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Nell’ambito delle discipline l’alunno viene dispensato:
dal rispetto dei tempi standard;

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Nell’ambito delle discipline, soprattutto di inglese e francese l’alunno/a verrà dispensato/a:
dalla valutazione delle prove scritte, privilegiando quelle orali;
dalla trascrizione scritta di lunghe parti, favorendo l’uso di testi già pronti, fotocopiati o
digitali;
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7. STRUMENTI COMPENSATIVI
L’alunno/a verrà messo/a in condizioni di usare strumenti compensativi nelle seguenti aree disciplinari:
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In particolare potrà utilizzare:
Matematica
 tabelle della memoria, tavola pitagorica, formule o linguaggi specifici ecc…
 strutturazione dei problemi per fasi
 organizzazione delle procedure
 uso calcolatrice
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___________________________________
___________________________________
___________________________________
Lingua Italiana
schede forme verbali, analisi grammaticale, logica, del periodo, aiuti temporali ecc…
uso sintetizzatore vocale per i testi
uso registrazioni
tabelle della memoria
mappe
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_________________________________
_________________________________
_________________________________

Tecniche
 formule e/o procedure specifiche
 tabelle della memoria
 calcolatrice
 schemi tematici

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_________________________________
_________________________________
_________________________________

Lingua Straniera
 valorizzazione della comunicazione orale
 correzioni limitate ai soli errori percepibili e modificabili negli elaborati scritti
 aiuto esterno per le trascrizioni (compagni o docenti medesimi)
 uso del registratore in alternativa al Compito in Classe Scritto
 tabelle della memoria
 _________________________________
_________________________________
_________________________________
_________________________________
Per tutti
risorse audio ( registratore, sintesi vocale, audiolibri)
facilitatori per la comunicazione dei propri pensieri computer con videoscrittura, correttore automatico, programmi, software specifici e Internet
uso di materiali differenti per appuntare o per fissare graficamente informazioni specifiche
elaborati, materiali vari, conoscenze, documenti o fotografie preparati in ambito domestico
verifica compilazione diario scolastico
schemi sintetici di studio per facilitare la memorizzazione, la rielaborazione o l’esposizione orale;
sintesi, schemi elaborati dai docenti
calcolatrice
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_____________________________________
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8. CRITERI E MODALITA’ DI VERIFICA E VALUTAZIONE
Verifica
differenziare le verifiche, dal punto di vista cognitivo, in base a eventuali relazioni
diagnostiche a riguardo
organizzare interrogazioni programmate
predisporre schede di verifica a risposta multipla con possibilità di completamento o
arricchimento orale
compensare con prove orali compiti scritti non ritenuti adeguati
eventuale lettura del testo di verifica da parte dell’insegnante o di un compagno
consentire l’ uso di mediatori didattici durante le interrogazioni (schemi, immagini)
valutare i compiti scritti senza tener conto dell’ordine e della calligrafia
valutare i compiti scritti senza tener conto degli errori ortografici
valutazioni più attente ai contenuti che alla forma
dare opportuni tempi di esecuzione per consentire tempi di riflessione, pause e eventuale
gestione dell’ansia
in alternativa ai tempi, assegnare minor quantità di compiti da svolgere, che consentano
egualmente di verificare le abilità
eventuale rilettura da parte dell’insegnante o di un compagno, del testo scritto dall’alunno
per facilitare l’autocorrezione
assegnare compiti con obiettivi di verifica chiari e non plurimi; comunicare necessariamente
l’oggetto di valutazione, sia esso formale, contenutistico o organizzativo
giudicare i concetti, i pensieri, il grado di maturità, di consapevolezza e di conoscenza, siano essi espressi in forme tradizionali o compensative.
_____________________________________
_____________________________________
Valutazione
ogni studente verrà valutato in base ai progressi acquisiti, all’impegno, alle conoscenze
apprese e alle strategie operate. La valutazione è personale, come personali i livelli di
partenza.

9. OBIETTIVI EDUCATIVI
comuni a tutta la classe poiché l’integrazione, o meglio ancora, l’inclusione delle
competenze, non possono che passare attraverso una comunanza di azioni e di finalità
educative. Può cambiare il mezzo o gli strumenti attraverso cui operare un cambiamento,
ma la comunità educante deve essere solidale e univoca nel proprio percorso e nei propri
obiettivi educativi

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_________________________
_________________________
_________________________
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10. PATTO CON LA FAMIGLIA
Si concordano:
i compiti a casa (quantità, qualità richiesta….);
le modalità di aiuto:
chi: ____________________________________________
come:__________________________________________
per quanto tempo: ________________________________
per quali attività/discipline: __________________________
________________________________________________
 gli strumenti compensativi da utilizzare a casa:

________________________________________________;
 le dispense;
 la riduzione dei compiti;
 le interrogazioni (modalità, contenuti, richieste più importanti
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11. ESAMI FINALI
Per gli esami di licenza media vengono formulate sia la prova scritta di matematica, sia le prove scritte di lingua straniera in maniera graduale, ponendo cioè le prime procedure o i primi quesiti in maniera facilitante e accessibile a tutti i ragazzi conosciuti.
Per tutti gli esami di stato, sarà consentito utilizzare, così come indicato nelle note ministeriali, tutti gli strumenti compensativi e le misure dispensative, nonché tutte le metodologie utilizzate durante l’anno scolastico (es. lettura ad alta voce, da parte dei docenti, delle prove; presentazione del materiale scritto su formato digitale con sintesi vocale; tabelle della memoria)…
In caso di disturbo grave e previa certificazione delle condizioni previste all’articolo 6 comma 5 del D. M. 12/0/2011 sarà prevista una prova orale di lingua straniera sostitutiva di quella scritta su contenuti e con modalità stabiliti dalla commissione d’esame in base alla documentazione fornita dal C.d.C.)…
Le indicazioni relative a “Esami Finali” sono da ritenersi valide salvo successive disposizioni ministeriali
La relazione finale di presentazione della classe dovrà contenere il percorso scolastico dell’alunno, tutte le notizie relative al percorso Triennale, agli strumenti compensativi, alle dispense messe in atto, alle verifiche, ai tempi e al sistema valutativo.
I sistemi valutativi utilizzati nel corso del triennio sono utilizzabili anche in sede d’esame (nota MIUR 1787/05).
Certificazione delle Competenze: è opportuno tener conto delle caratteristiche e delle abilità dell’allievo con DSA.

 

Data_______________________                                Gli insegnanti

 

 

I Genitori



I genitori di alunni con DSA hanno diritto a forme di flessibilità family-friendly.

Il nostro ordinamento riconosce con la Legge 8-10-2010 n.170 “la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento”,prevedendo all’art.5 “misure educative e didattiche di supporto” per gli alunni che presentano tali disturbi e all’art.6  “misure per i familiari”; si tratta di disposizioni che nelle previsioni della legge intendono tutelare il diritto degli alunni e degli studenti ad una più accurata assistenza. Ricordiamo che una delle finalità specifiche, espresse all’art.2 mira a “sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA”. In questo ambito di intervento, con la legge 170 che detta “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, il legislatore, allo scopo di garantire il diritto all’istruzione e favorire il successo formativo degli alunni, ha affrontato tale problematica in maniera più ampia ed articolata.

L’iter che ha portato al riconoscimento normativo dei cosiddetti disturbi specifici di apprendimento è stato difatti molto lungo e complesso; risalgono ai primi anni del 2000 le Note e le Circolari ministeriali che pongono proprio l’attenzione sui DSA e affrontano ancora in modo del tutto embrionale il trattamento di tali disturbi. Si danno indicazioni sugli strumenti compensativi e dispensativi (Nota n.4099/2004), si richiama l’attenzione sulle Commissioni di esami a tenere in debita considerazione le situazioni soggettive degli studenti, valutando anche la possibilità di dare tempi più distesi per lo svolgimento delle prove d’esame (Nota n.26/A del 5 gennaio 2005 Iniziative relative alla Dislessia, Nota n.4674 del 10 maggio 2007, Nota n.5744 del 28 maggio 2009). Le Circolari n.28 del 15/03/2007, n.32 del 14/03/2008 e n.51 del 20/05/2009 si dimostrano sensibili su tale tematica, ma non c’è ancora una linea di azione unica su tutto il territorio. Prima dell’avvento della legge le indicazioni operative, oggetto delle circolari, sono a volte disattese dalle scuole.

E’ con la Legge 170 che si interviene  in maniera significativa sul problema dei disturbi specifici di apprendimento, con il successivo Decreto Ministeriale del 12 luglio 2011 si forniscono anche le “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi specifici di apprendimento”  superando così il tempo delle indicazioni operative, segnato solo da Note e Circolari Ministeriali; oltretutto si introducono elementi innovativi che completano il trattamento dei DSA.

Per prima cosa, la legge sottolinea la responsabilità delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, le quali, devono “attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti” (art.3 comma 3 Diagnosi); l’esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA”; in secondo luogo,al soggetto cui viene riconosciuto tale disturbo è inoltre garantita un’assistenza che si estende dalla sfera scolastica a quella privata. Come si è già accennato sopra, l’art. 6 della legge n.170/2010, disciplina infatti quelle che sono rubricate come “misure per i familiari” stabilendo, ai commi 1 e 2, che “i familiari fino al primo grado di studenti del primo ciclo dell’istruzione con DSA impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili” (comma 1); le modalità di esercizio del diritto di cui al comma 1 sono determinate dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati e non devono comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica (comma 2).

Benché i DSA non siano certificati ai sensi della Legge n. 104/1992 e non comportino, in ambito scolastico, per gli studenti la presenza di un insegnante di sostegno, il nostro ordinamento, allo scopo di tutelarne il diritto allo studio, focalizza in primis l’attenzione sull’adozione di una didattica individualizzata e personalizzata, sull’utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative, su adeguate forme di verifica e valutazione, ma rinforza le misure di supporto a vantaggio di tali alunni anche nella sfera privata. Le famiglie degli alunni del primo grado di istruzione hanno diritto a poter beneficiare nel lavoro di forme di flessibilità oraria per garantire ai figli un’assistenza extrascolastica.

I DSA incidono sul part-time e di questa influenza ne dà voce, a chiare lettere, laCircolare n. 9 del 2011 del Dipartimento della Funzione Pubblica, nella quale, oltre ad essere richiamato l’art.6 della legge 170, è altresì raccomandato che la “la posizione di questi dipendenti deve essere considerata come assistita sin da subito da una tutela particolare e, quindi, deve essere valutata nell’ambito di quanto già previsto dal citato art.7 comma 6 del d. lgs. n.165 del 2001 e dai CCNL in ordine alla flessibilità oraria”.

Il D.Lgs. n.165 del 2001, all’art 7 comma 3 “Gestione delle risorse umane” precisa che “le amministrazioni pubbliche individuano criteri certi di priorità nell’impiego flessibile del personale, purché compatibile con l’organizzazione degli uffici e del lavoro, a favore dei dipendenti in situazioni di svantaggio personale, sociale e familiare e dei dipendenti impegnati in attività di volontariato ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266”.

In caso di figli con DSA, frequentanti il primo ciclo di istruzione, si viene così a delineare il diritto per il lavoratore di poter conciliare in modo proficuo vita lavorativa e familiare, attraverso forme di flessibilità family-friendly. Peraltro questa disposizione è stata sancita nell’”Intesa tra Governo e Parti sociali del 7 marzo 2011”, citata anche all’interno della Circolare n.9/2011. Il mancato rispetto dei criteri stabiliti per la concessione del part-time, qualora rientri in uno dei canali preferenziali previsti dalla normativa vigente, include la possibilità per il dipendente leso dalla condotta datoriale di chiedere il risarcimento per il danno subito. La stessa Circolare n.9 menziona una sentenza della Corte di Cassazione sez. lav. 4 maggio 2001, n.9769 cui si rimanda per trovare spunti in caso di contenzioso.

Katjuscia Pitino

http://www.dirittoscolastico.it/genitori-di-alunni-con-dsa-hanno-diritto-forme-di-flessibilita-family-friendly/

Lettera per richiesta di tutti gli atti.

ECCO IL FAC SIMILE DI UNA DOMANDA PER L’ ACCESSO AGLI ATTI DELLA SCUOLA PER AVERE FOTOCOPIE DEI COMPITI IN CLASSE, ESTRATTI DEI VERBALI DEI CONSIGLI DI CLASSE ECC…

Al Dirigente Scolastico
Dell’Istituto ________________

OGGETTO : Istanza di accesso a documenti amministrativi ai sensi della Legge 241/1990 e DPR 184/06

Il/la/i sottoscritto/a/i __________________ , nato/a a __________________Il _______________ residente in _________________ alla Via _____________________________ in qualità di (genitore dell’alunno/a____________ iscritto/a per l’as____ alla classe _____ sez. ____ di con diagnosi di DSA protocollata agli atti codesto istituto in data_____________ e con numero di protocolo_________________________

CHIEDE
ai sensi della Legge 241/1990 e successive modificazioni ed integrazioni di poter ottenere copia – i cui relativi costi saranno posti nel caso a carico del/la/i sottoscritto/a/i – della seguente documentazione :
– FOTOCOPIA DEL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO
– FOTOCOPIE DI TUTTI I COMPITI IN CLASSE DI OGNI SINGOLA DISCIPLINA CHE HA SCELTO QUESTA
MODALITA’ DI VERIFICA. ( ci sono scuole che scelgono per svariate motivazioni di fare interrogazioni in forma scritta di materie che tradizionalmente erano solo orali come storia, geografia e scienze)

-FOTOCOPIE DEI REGISTRI DI OGNI SINGOLO DOCENTE CHE RIPORTINO I VOTI DELLE INTERROGAZIONI E DELLE VERIFICHE SCRITTE.

-FOTOCOPIE DEGLI ESTRATTI DI TUTTI I VERBALI DEL CONSIGLIO DI CLASSE CHE SI SONO TENUTI DURANTE
L’ANNO , CHE RIPORTINO SOLO LE INFORMAZIONI RELATIVE ALLA TUA PERSONA.(ESSENDOCI LA PRIVACY PUOI OTTENERE SOLO LE INFO CHE RIGUARDANO TE).

—————————————–
I motivi della suddetta richiesta sono rappresentati dall’esigenza di verificare la corretta applicazione della normativa vigente in materia di disturbi specifici dell’apprendimento in ambito scolastico (aderenza di quanto sottoscritto nel piano Didattico personalizzato L.170)

______, li…………………………
Firma _________________________

https://www.facebook.com/pages/AID-Associazione-Italiana-Dislessia-Sezione-di-Roma/318338198198880?fref=nf

Valutazione scolastica.

Anna Arcari

Introduzione
“Vorrei insegnare solamente senza valutare mai”
Questa frase può rappresentare molte delle insoddisfazioni che gli insegnanti riportano rispetto alla loro attività di valutazione.
La delusione – a volte la frustrazione – dei docenti riguarda soprattutto la poca affidabilità
riconosciuta sia agli strumenti utilizzati per verificare gli apprendimenti sia alla loro stessa
competenza nell’elaborare i giudizi, a partire dai risultati delle prove, per prendere delle decisioni in merito alla carriera scolastica degli studenti.
Il problema è quello di riuscire a comunicare in un voto finale o giudizio, anche positivo, la
complessità e le caratteristiche originali del percorso individuale di ognuno.
Spesso le domande o i dubbi che gli insegnanti si pongono – e pongono agli esperti che incontrano – sono:
Come possiamo essere sicuri che i nostri metodi di valutazione (intesi sia come prove che come elaborazione di giudizi) descrivano davvero l’apprendimento?
Come possiamo misurare e quindi valutare anche gli aspetti affettivi, soggettivi, che tanta influenza hanno nei comportamenti degli studenti, nella loro motivazione e impegno nello studio?
Come possiamo rendere conto delle differenze individuali attraverso un’autentica valutazione individualizzata che non ci esponga però alle critiche di alunni, genitori e colleghi, di “fare le
preferenze?”
I docenti si chiedono in definitiva come trovare un equilibrio soddisfacente tra elementi oggettivi e soggettivi, in modo da non tradire le caratteristiche individuali dell’insegnante e dello studente, ma di permettere anche una valutazione attendibile, intersoggettiva, condivisibile dagli studenti e da altri insegnanti.

Valutazione e didattica
Può succedere a scuola che insegnanti e studenti vivano una scarto tra la soddisfazione del percorso didattico condiviso e i momenti della verifica e della valutazione.
Alcuni studenti, che hanno mostrato durante le attività di gruppo grande interesse e partecipazione, potrebbero al momento della verifica risultare non sufficienti, con grande sorpresa sia del docente che degli alunni stessi.
Crediamo che tale scarto non vada interpretato necessariamente né come segno del fallimento della proposta attivata in classe o in laboratorio né semplicemente come dimostrazione del fatto che questi studenti non abbiano studiato a sufficienza.
Lo scarto potrebbe essere dovuto anche alle procedure di valutazione, agli strumenti usati, alle domande e ai criteri individuati per l’attribuzione di punteggi e giudizi.
La scelta delle procedure di valutazione infatti può incidere molto sulla manifestazione di
conoscenze e competenze da parte degli studenti così come la formulazione di ogni domanda può influenzare e determinare il contenuto della risposta del nostro interlocutore.
Di fronte a uno scarto tra insegnamento e apprendimento quindi potrebbe essere utile chiedersi: la prova scelta per valutare gli apprendimenti è adeguata cioè è in grado di elicitare proprio gli apprendimenti che sono stati perseguiti nel percorso didattico?
In altri termini, gli obiettivi e i metodi della didattica sono coerenti con gli obiettivi e i metodi della valutazione?

Continua a leggere cliccando il link: http://didascienze.formazione.unimib.it/Lucevisione/valutazione.pdf 

Ricorso bocciatura.

L’art. 75 c.p.c. individua i soggetti a cui è riconosciuta capacità processuale. Oltre alle persone fisica e giuridiche si precisa: “Le associazioni e i comitati, che non sono persone giuridiche, stanno in giudizio per mezzo delle persone indicate negli artt. 36 e seguenti del codice civile”. Pertanto se non esiste il comitato possono presentare ricorso i singoli genitori. Ma un comitato può stare in giudizio solo se ha le caratteristiche previste dalla legge per le persone giuridiche non riconosciute.

Avverso la bocciatura può proporsi ricorso al TAR entro 60 giorni dalla comunicazione del provvedimento. Il TAR può annullare o modificare l’atto per vizi di legittimità: incompetenza, violazione di legge (es. mancanza di motivazione), eccesso di potere (es. illogicità o contraddittorietà dell’atto, disparità di trattamento, ingiustizia manifesta). Occorre l’assistenza di un avvocato. Bisognerà esercitare il diritto di accesso agli atti ai sensi della L 241/90.

Il TAR è mezzo di impugnazione giurisdizionale, il ricorso gerarchico mezzo di impugnazione amministrativa. Per il ricorso al TAR occorre l’assistenza di un avvocato per il ricorso gerarchico no. Il ricorso al TAR è ammesso per soli vizi di legittimità (violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza); il ricorso gerarchico anche per vizi di merito (es. opportunità). Il ricorso gerarchico va proposto entro 30 giorni dalla conoscenza dell’atto e può essere scritto in maniera chiara e sintetica direttamente dal ricorrente su carta in bollo e può essere consegnato direttamente o  inviato con raccomandata o notificato a mezzo ufficiale giudiziario; il ricorso a TAR va notificato, entro 60 giorni dalla notifica o pubblicazione dell’atto ovvero dalla sua conoscenza, alla P.A. che ha emanato l’atto e ad almeno uno dei controinteressati. Nel ricorso gerarchico vanno indicate le generalità complete, il recapito ed i motivi del ricorso (in maniera analoga al ricorso al TAR). Il ricorso TAR è oneroso, il ricorso gerarchico no. Difetti del ricorso gerarchico: l’amministrazione decide entro 90 giorni. Il silenzio equivale a rifiuto e l’atto va impugnato dinanzi al TAR o con  ricorso straordinario al Capo dello Stato (l’uno esclude l’altro). Vedi anche: Guida all’Impugnazione dell’atto Amministrativo.

http://www.guide360.it/ricorso-bocciatura.html

 

 

 

Lettera osservanza della legge.

Esempio di richiesta di osservanza della legge.

Comunicazione famiglia – scuola.
I Genitori ………….XXXXXXXXX
……………………
………………….
………………….XXXXXXXX
XXXXXXXX
XXXXX

Spett.le …………………..Istituto Comprensivo

………………………..
…………………………………
……………………………………………………Messina

Alla C. A.
del Dirigente Scolastico ………………………………..
P.C. Al Consiglio di Classe
Alla Coordinatrice di Classe Prof…………………
Alla Referente DSA Prof…………….

MESSINA ……..

Oggetto : Comunicazione famiglia – scuola.

Gentile Dirigente, e organi competenti della classe……….., in riferimento alla nota di cui all’oggetto e dando seguito alla Legge n.170/2010 e relativi D.M. N.5669 e Linee Guida del 12.07.

Vi invitiamo a prendere visione della diagnosi in possesso del Dirigente Scolastico riguardante nostro figlio XXXX XXXXX, per potervi interfacciare meglio con il ragazzo, vista la caratteristica (dislessia) di cui è soggetto in considerazione, anche, degli ultimi eventi che hanno caratterizzato la vita scolastica del ragazzo per cui:

– Vista la necessità di un confronto considerando i gravosi episodi che sono susseguirti in questo anno scolastico, dovuta principalmente alla difficoltà da parte di alcuni insegnanti a comprendere le difficoltà inerenti alla caratteristica di nostro figlio con la conseguenza di un continuo e persistente disaggio oggettivo ;
– Visto che ciò, ha portato il ragazzo, non sentendosi compreso nella sua caratteristica, a cadere in uno stato depressivo, abbassando la sua autostima e comportandosi in modo oppositivo, determinando scelte di basso profilo.

CHIEDIAMO

– Che venga fissato con urgenza un incontro con il consiglio di classe, per discutere “monitoraggio PDP e uso strumenti compensativi.

– che vengano posti in essere tutti gli accorgimenti dispensativi e compensativi indicati dalla Legge n.170/2010 e relativi D.M. N.5669 e Linee Guida del 12.07.11 e delle Circolari Ministeriali relative al D.S.A. (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), e dalla diagnosi in vostro possesso.

Desiderosi e volenterosi di portare avanti una proficua collaborazione e comunicazione, rinnoviamo la nostra speranza alla Vostra cortese e solidale accettazione.

Distinti saluti.
I Genitori

Lettera creata da: Katia Interdonato Morabido.

Piano didattico personalizzato.

La personalizzazione dell’apprendimento (a differenza della individualizzazione)
non impone un rapporto di uno a uno tra docente e allievo con conseguente aggravio del
lavoro dell’insegnante, ma indica l’uso di “strategie didattiche finalizzate a garantire a ogni
studente una propria forma di eccellenza cognitiva, attraverso possibilità elettive di
coltivare le proprie potenzialità intellettive (capacità spiccata rispetto ad altre/punto di
forza). In altre parole, la PERSONALIZZAZIONE ha lo scopo di far sì che ognuno sviluppi
propri personali talenti” (M. Baldacci).

Il Comitato Scuola dell’Associazione Italiana Dislessia, con la stesura di un
modello di Piano Didattico Personalizzato, sia per la Scuola Primaria che per la Scuola
Secondaria di primo e secondo grado, ha voluto offrire, oltre ad una traccia e una guida
nella redazione, anche l’occasione per una riflessione sul suo valore e sul suo significato
e, conseguentemente, dare una giusta informazione al mondo della scuola affinché non
percepisca la compilazione di questo documento come un’ennesima fastidiosa richiesta di
“ riempire delle carte”, o come uno dei tanti “ impedimenti burocratici” che si frappongono
al “fare scuola quotidiano”.Si è voluto altresì mettere in rilievo l’importanza del PDP come
strumento utile e costruttivo, che, se opportunamente interpretato e utilizzato
nell’impostazione di metodologie didattiche, oltre a permettere l’apprendimento degli
studenti con DSA, ha una ricaduta positiva sull’intero gruppo-classe.

Il lavoro del Comitato Scuola A.I.D. è stato indirizzato a “organizzare” un
“modello” che potesse trovare la sua applicazione nell’ambito della Scuola con l’intento di
portare la propria esperienza “di vita” del mondo della dislessia, sia in termini di scelte
didattiche, sia in termini di implicazioni emotivo-motivazionali che tale difficoltà comporta. Il
“modello PDP che ne è scaturito può inserirsi positivamente fra le tante proposte di
“modelli” analoghi che sono stati offerti da Uffici Scolastici Provinciali e Regionali o gruppi
di docenti, senza voler affermare nessuna superiorità di un modello rispetto ad un altro.
I docenti delle singole Istituzioni Scolastiche, dopo averne preso visione e dopo riflessione
collettiva, potranno scegliere, nella gamma di “modelli” offerta, quello che meglio si
adatterà alla propria realtà scolastica.

https://aidparma.wordpress.com/2011/10/03/modelli-di-piano-didattico-personalizzato-sul-sito-del-miur/

Diagnosi: quando è valida per la scuola?

Una diagnosi o certificazione di dislessia o DSA (Disturbi specifici delle abilità scolastiche) valida ai fini scolastici è quella redatta da strutture specialistiche operanti nel Sistema Sanitario Nazionale come previsto dalla Legge 170 dell’ 8/10/2010 – “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” che all’articolo 3 comma 1 prescrive: “La diagnosi dei DSA è effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed è comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente ” Legge 170 dell’ 8/10/2010 la suddetta legge al contempo prevede che “Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, …, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate ” Quindi la legge 170, pur prevedendo la possibilità del ricorso a specialisti e strutture accreditate, non chiarisce in cosa consiste tale accreditamento demandando in merito alle competenze regionali. Molte Regioni si sono espresse al riguardo di quali diagnosi di DSA considerare valide per la scuola. Inoltre, in seguito all’approvazione della Legge 170 è stata posta la domanda su come considerare, ai fini scolastici, le diagnosi redatte in precedenza da strutture non accreditate o da professionisti privati poichè si è posta la questione di come garantire i diritti delle persone con DSA previsti dalla legge nel caso in cui i tempi di attesa di una AUSL non sono compatibili con il calendario scolastico. A questi interrogativi risponde la nota del MIUR prot. 3573 del 26 maggio 2011. La quale specifica che le diagnosi redatte anteriormente alla data di intrata in vigore della Legge citata sono da ritenersi valide per la scuola. Inoltre i dirigenti scolastici possono considerare valide diagnosi successive redatte da soggetti non appartenenti al SSN per permettere “tempi utili per l’attivazione delle previste misure educative e didattiche individualizzate e personalizzate” fino a quando le regioni di apparenenza non regolamentino la questione: “i Dirigenti scolastici potranno ritenere valide anche le diagnosi o le certificazioni rilasciate da specialisti o strutture accreditate successivamente al termine sopra richiamato, e comunque in tempi utili per l’attivazione delle previste misure educative e didattiche individualizzate e personalizzate, nelle more dell’emanazione da parte delle Regioni di appositi provvedimenti, tesi a disciplinare quanto previsto dall’art. 3, comma 1, della Legge in parola, fatte salve le disposizioni eventualmente già emanate dalle Regioni stesse. “ nota MIUR prot. 3573 del 26/05/2011 Riassumendo. La nuova legge sulla dislessia “innova quanto previsto dalla nota ministeriale prot. n. 26/A 4° del 5 gennaio 2005, ove era indicata la possibilità di avvalersi direttamente, per il rilascio della diagnosi, di specialisti o di strutture accreditate. ” e demanda alle Regioni di regolamentare l’accreditamento di soggetti privati. Vediamo come alcune regioni hanno fino ad ora regolamentato i criteri di validità della diagnosi ai fini scolastici. EMILIA-ROMAGNA L’ufficio scolastico Regionale per l’Emilia Romagna nella Nota prot. 12792 del 25 ottobre 2010, afferma la libertà della famiglia di scegliere tra un consulto specialistico presso strutture pubbliche o presso privati. Successivamente, lo stesso Ufficio in accordo con la Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna con la nota prot. 14003 del 14 luglio 2011 , specifica la validità transitoria ai fini scolastici delle diagnosi di DSA non rilasciate dal servizio sanitario nazionale “al fine di sostenere l’azione delle scuole e delle famiglie, a fronte della complessità del passaggio normativo di cui trattasi, […], in attesa dell’emanazione delle disposizioni della Regione Emilia-Romagna.” nota prot. 14003 del 14 luglio 2011 Con la Circolare del 31 maggio 2012 n. 8 la Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna, ha emanato il Documento tecnico di istituzione dei gruppi di conformità per le segnalazioni di DSA di professionisti privati con l’obiettivo di “garantire alle famiglie di minori con DSA un percorso clinico-diagnostico tempestivo ed equo”. Il Documento precisa che le diagnosi di DSA possono essere effettuate da servizi di Neuropsichiatria infantile delle Asl e da professionisti privati liberi professionisti (neuropsichiatri infantili e/o psicologi). Le nuove diagnosi di DSA emesse dal privato saranno convalidate dal servizio di NPIA della Ausl (leggi qui) LOMBARDIA Al fine di rispondere alle richieste di chiarimento in merito alla validità scolastica delle diagnosi di DSA effetuata da professionisti privati la Regione Lombardia emana il 05/07/2011 una nota che precisa che la diagnosi può essere effettuata sia da UOMPIA pubbliche e private accreditate, sia da operatori di “strutture specialistiche che abbiano in carico gli utenti”. Nella nota vengono specificati i criteri irrinunciabili secondo i quali deve essere stilata la certificazione: multiprofessionalità, strumenti utilizzati, ecc., e i documenti a cui fare riferimento: Consensus Conference del 2007; PARCC 2011; Linee di Indirizzo regionali per la NPIA. In data 25/11/2011 la ASL di Bergamo emana una precisazione riguardo le diagnosi firmate da un unico professionista: qui LIGURIA La Regione Liguria nella Legge Regionale n. 3 del 15/02/2010 all’art 4 comma 4 prevede: “La diagnosi di DSA in un bambino e in adulti in quanto non ancora diagnosticati è effettuata nei servizi delle Aziende sanitarie locali o delle Aziende ospedaliere da neuropsichiatri infantili, psicologi, … ovvero da specialisti della medesima disciplina, anche convenzionati ” L. R. n. 3 del 15/02/2010 Successivamente, nella delibera n.1047 del 05/08/11 dispone le procedure per accreditare le strutture e i singoli professionisti operanti nel campo. Questi ultimi si quali si impegnano a seguire le linee di indirizzo individuate dalla regione. “ Al momento dell’entrata in vigore delle due leggi specifiche emanate nell’anno 2010, sul territorio della nostra Regione, la risposta sanitaria ai Disturbi specifici d’apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia), veniva fornita dal Servizio Sanitario Regionale, direttamente o attraverso strutture accreditate; a questa risposta si affiancava quella fornita da professionisti privati.… la Regione Liguria ritiene necessario attivare un ruolo di indirizzo e sorveglianza sulle modalità di effettuazione delle diagnosi di DSA. …Gli indirizzi che seguono hanno l’obiettivo di garantire la correttezza dell’attività svolta in tema di DSA, tutelando nel contempo il diritto di scelta delle persone e delle famiglie interessate.” delibera n.1047 del 05/08/11 VENETO La Regione Veneto nella nota del 23/03/2011 chiarisce all’ Ufficio Scolastico Regionale di ritenere valide unicamente le diagnosi effettuate da un professionista (neuropsichiatra o psicologo) dipendente di un servizio pubblico del SSN o di un servizio privato accreditato. Successivamente nella nota del 06/04/2011 prevede la convalida delle diagnosi redatte da privati “qualora tale diagnosi sia congruente, corretta sul piano clinico e scientifico, sufficientemente recente e compatibile con la modificabilità del disturbo nel tempo incorso dalla formulazione della diagnosi“. – See more at:http://www.psicolog.it/…/diagnosi-di-dsa-quando-e…/…

Le diagnosi acquisite dalla scuola hanno un periodo di validità?

La L. 170 e il DM 12.07.2011 non riportano indicazioni in merito, se ne deduce che la relazione diagnostica consegnata alla scuola non ha una scadenza temporale.

Si segnala il fatto che situazioni diagnosticate nei primi anni della scuola primaria siano maggiormente soggette ad evoluzione – sia naturale che a seguito di riabilitazione ed abilitazione – e a distanza di anni una puntualizzazione funzionale possa essere utile a fornire informazioni per calibrare gli interventi.

In queste situazioni – in base alle verifiche operate attraverso gli aggiornamenti dei PDP –  sarebbe opportuno concordare una rivalutazione funzionale.

Nella Nota Assessorato Sanità Lombardia 21 novembre 2012 in applicazione della L.170/2010 – Prot. H1 2012.0033445, si precisa che la diagnosi ha validità per tutto il periodo del percorso scolastico.

La valutazione e le indicazioni d’intervento sono da aggiornare, da parte

dell’operatore referente:

Al termine della scuola primaria

Al termine della scuola secondaria di primo grado

Al termine della scuola secondario di secondo grado

Accordo stato regioni  http://www.aiditalia.org/upload/accordo.pdf

Collegarsi al sito asl della propria regione, per verificare elenco centri accreditati.

Accesso agli atti: Richiesta copie compiti in classe, verifiche, ecc.

Circolare n. 149 – Accesso agli atti: Richiesta copie compiti in classe, verifiche, verbali consigli, ecc. 

1.    Compiti in classe, verifiche, ecc. sono “atti amministrativi” della scuola, atti in base ai quali i docenti documentano e formulano le loro valutazioni sull’apprendimento degli alunni.

         È considerato, infatti, documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica, cartacea o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, o comunque utilizzati ai fini dell’attività amministrativa e didattico-valutativa ovvero, nella questione in discussione,:

            – compiti in classe di tipo non strutturato;

            – prove strutturate;

            – relazioni scrittografiche;

            – registro personale del professore;

            – registro generale di classe.

2.    In base alla normativa sulla sicurezza dei dati (privacy), D. Lgs. 196/2003, titolare di tutti gli atti e i documenti della scuola è il Dirigente Scolastico: nessun atto può essere dato in originale o in copia senza la sua autorizzazione.

3.    La normativa riguardante la trasparenza e il conseguente diritto di accesso agli atti da parte di cittadini verso la Pubblica Amministrazione, L. 241/1990, sancisce sicuramente la legittimità della richiesta dei genitori di poter visionare compiti e verifiche e di richiederne copia.

Sulla base della normativa citata la questione viene affrontata secondo le seguenti distinzioni e modalità:

Accesso informale

Il diritto d’accesso si esercita, in via informale mediante motivata richiesta anche verbale, all’ufficio competente a formare l’atto conclusivo di procedimento o a detenerlo stabilmente.

L’interessato deve indicare gli estremi del documento oggetto della richiesta, ovvero gli elementi che ne consentano l’individuazione, specificare, ove occorre, comprovare l’interesse connesso all’oggetto della richiesta, far constatare la propria identità e, ove occorre, i propri poteri rappresentativi.

La richiesta, esaminata immediatamente e senza formalità ove ritenuta valida, è accolta dal Capo d’Istituto, il quale d’intesa con il personale responsabile del procedimento, dà visione all’interessato della documentazione richiesta.

Accesso formale

Qualora il Capo d’Istituto ritenga non possibile l’accoglimento immediato della richiesta in via informale, ovvero sorgano dubbi sulla legittimazione del richiedente, sulla sua identità, sui suoi poteri rappresentativi, sulla sussistenza dell’interesse alla stregua delle informazioni e delle documentazioni fornite o sull’accessibilità del documento, il richiedente è invitato contestualmente a presentare istanza formale.

Nell’istanza di accesso formale, redatta in carta semplice al Capo d’Istituto, l’interessato deve riportare tutte le indicazioni riportate e gli elementi di cui al precedente punto.

4. Disposizioni

Sulla base di quanto espresso si dispongono le seguenti modalità a fronte di richieste in tal senso da parte dei genitori:

–           i genitori possono chiedere ai docenti di visionare compiti e verifiche svolti in classe dai propri figli;

–           i docenti non possono rifiutarsi di mostrarli, ma, confrontandosi con i genitori, daranno visione all’interessato della documentazione richiesta;

–      i Docenti sono tenuti a conservare le prove scritte -di norma- per un mese, al fine di poterle mostrare, in caso di richiesta, ai genitori.

Superato il periodo sopra indicato le prove scritte saranno archiviate;

–           i genitori, se vogliono avere copia di tali documenti, presenteranno una richiesta scritta al Dirigente Scolastico in cui dovranno indicare gli estremi del documento, oggetto della richiesta, specificare e comprovare l’interesse connesso all’oggetto della richiesta, esplicitare la propria identità.

Nessun docente pertanto è autorizzato a fornire copia di verifiche, compiti in classe, relazioni, registri e di qualunque altro atto della scuola senza la specifica autorizzazione del dirigente scolastico.

 diritto ammi

 

Genitori, tutto quello da sapere dopo la diagnosi: pdp, diagnosi ecc.

Che cosa significa D.S.A. ?
Disturbo specifico di apprendimento.
I disturbi specifici di apprendimento attualmente sono:
Dislessia
Disgrafia
Disortografia
Discalculia

Che cos’è la comorbilità?
La presenza di più disturbi contemporaneamente.

Che cos’è una diagnosi D.S.A.?
E’ un documento redatto da una equipe multidisciplinare (neuropsichiatra infantile, psicologo logopedista) dopo un attenta valutazione di un soggetto circa:
Efficienza intellettiva;
Lettura nelle componenti di Correttezza, Rapidità e Comprensione di un brano;
Correttezza e Rapidità nella lettura di liste di parole e non parole;
Scrittura nella componente di dettato ortografico, produzione di testi e grafia;
Calcolo nella componente del calcolo scritto e del calcolo a mente, lettura di numeri e
scrittura di numeri.
Aspetti psicologici secondari (autostima, motivazione)

Qual è la durata di una diagnosi?
Deve essere rinnovata ad ogni cambio di ciclo scolastico e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente. (vedere Accordo Stato- regioni del 23 luglio 2012).

Chi fa richiesta di rilascio della diagnosi alle ASL o ai centri accreditati?
La famiglia.

Qual è il percorso  di archiviazione della diagnosi DSA a scuola?
Il documento è tutelato dalla privacy e quindi non può essere consegnato dalla famiglia
all’insegnante.

Tale documento va consegnato direttamente nelle mani del Dirigente Scolastico.

Il Dirigente Scolastico fotocopia il documento e restituisce l’originale alla famiglia.

La fotocopia della diagnosi deve essere immediatamente protocollata (numerata e datata).

Copia del documento protocollato deve essere consegnata anche alla famiglia.

Viene aperto un fascicolo al cui interno verranno conservati la diagnosi e il P.D.P. redatto successivamente dai docenti dopo un periodo di osservazione.

Il fascicolo viene custodito in un locale sicuro della scuola (l’ufficio del Dirigente) a
cui possano accedervi solo le persone autorizzate.

Che cos’è il P.D.P (Piano Didattico Personalizzato)?
E’ un documento e uno strumento di lavoro.

Perché si compila il PDP?
1 Per creare un percorso su misura per l’alunno con DSA. Si indica COME si intende operare. L’alunno con DSA segue la stessa programmazione della classe.

2 Per monitorare il suo andamento.

3 Per attivare un lavoro collegiale e condiviso.

4 Per facilitare il passaggio di informazioni.

5 Per reperire le modalità didattiche attivate.

Chi redige il P.D.P.?
La stesura avviene collegialmente da parte dei docenti della classe in cui è inserito l’alunno con diagnosi DSA dopo un periodo di osservazione.
Partecipano alla compilazione:

Il team insegnanti
I genitori
lo specialista che ha fatto la diagnosi ( non firma il pdp)
Il referente dislessia della scuola

Chi firma il P.D.P.?
Docenti
Genitori (dopo aver visionato con calma il documento a casa. Possono suggerire alcune
modifiche o esprimere il proprio dissenso per alcuni punti. E’ necessario mediare ed arrivare ad una elaborazione condivisa).
Referente DSA

Quali sono i tempi per redigere il P.D.P.?
3 mesi (dall’inizio scuola).

Quante copie del P.D.P. devono essere redatte? 
Devono essere fatte 3 copie. Una copia viene consegnata alla famiglia.

Chi consegna il P.D.P. alla famiglia?
Il coordinatore di classe da solo o insieme ad un altro collega.

Che durata ha un PDP?
Dura un anno. (il pdp deve essere fatto ogni anno)

E’ bene spiegare in classe che cosa sono i DSA?
Sarebbe bene. La famiglia deve essere informata e condividere la scelta.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO GENERALE (per tutti gli alunni)
Legge 517/77 art. 2 e 7 (autonomia delle Istituzioni Scolastiche al fine di garantire il
successo formativo dell’alunno)
Legge 59/97 (autonomia scolastica)
DPR 275/99 (autonomia didattica e organizzativa)
Legge 53/03 (personalizzazione del percorso scolastico. Non va fatto per tutti ma solo per quelli che hanno evidenti difficoltà)

NORMATIVA DI RIFERIMENTO SPECIFICA (per gli alunni con D.S.A.)
Nota Miur 4099/A/4 del 05/10/2004 (strumenti compensativi e dispensativi)
Nota Miur 26/A/4 del 05/01/2005
DPR n.122 del 22/06/2009 (valutazione e verifica)
Legge regionale Veneto n. 16 del 04/03/2010
Legge nazionale DSA n. 170 del 08 ottobre 2010
Miur Veneto n. 1904 del 03/02/ 2011
Prot. 168259 del 06/04/2011  Decreto n. 5669 del 12 luglio 2011 (lingua straniera)
Linee guida 12 luglio 2011 (diritto allo studio). Le linee guida si compongono di 31
facciate. Contengono una premessa sulla dislessia. Le linee guida sono suddivise per
cicli scolastici e per ambiti disciplinari (lettura/scrittura/calcolo)
Conferenza Stato-Regioni 25 luglio 2012 (stabilito il percorso di diagnosi DSA)

Che cos’è l’A.I.D.?
L’Associazione Italiana Dislessia

Alcuni aspetti che caratterizzano alunni con DSA:
– Facile distraibilità – scarsa attenzione;
– Lentezza generalizzata (nella lettura, nell’esecuzione di compiti…)
– lettura (permanenza della lettura sillabica ben oltre la metà della prima classe primaria, tendenza a leggere la medesima parola in modi diversi nel medesimo brano, perde frequentemente il segno o la riga, sceglie libri scritti con parole grandi e ben distanziate, vorrebbe leggere ad alta voce ma se deriso rifiuta l’attività…)
– calcolo (difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri; possesso parziale del concetto di quantità…).
– scrittura (difficoltà nei processi linguistici di transcodifica, frequenti errori ortografici ecc.)
– Facile affaticamento.
– Memorizzazione difficoltosa (tabelline, sequenze numeriche, poesie …).
– Organizzazione spaziale difettosa (confusione nella lateralità, difficoltà spaziale su foglio ecc.).
– Organizzazione temporale difettosa (difficoltà a leggere l’orologio, ricordare date, mesi, stagioni…).
– Motricità fine non perfetta (difficoltà ad allacciarsi le scarpe, a tenere in mano la penna, grafia illeggibile …).
– Disturbi comportamentali (chiusura o irrequietezza).
– Carattere “evolutivo” del disturbo.
– Diversa espressività del disturbo nelle differenti età evolutive dell’abilità specifica.
– Significativa compromissione dell’abilità specifica .
– Frequente comorbilità con altri disturbi.
– Livello intellettivo nella norma .
– Carattere neurobiologico.

Cosa c’è da sapere sulle verifiche e valutazioni per alunni con DSA?
Devono prevedere gli stessi criteri che sono stati indicati nel PDP.

Che cosa significa compensare all’orale una verifica scritta per un alunno con D.S.A.?
Significa che se una verifica scritta è andata male l’alunno ha la possibilità di ripetere la verifica oralmente sugli stessi contenuti. Insieme all’insegnante l’alunno concorda la data della nuova verifica.

Può essere dispensato un alunno con D.S.A. dallo scritto nelle lingue straniere?
Sì. Il Decreto attuativo 5669 del 12 luglio 2011 prevede all’art. 6 comma 4/5 che le verifiche possano essere espletate solo in modalità orale. Perché la dispensa sia valida è necessario che:
1. Lo specialista scriva nella diagnosi che l’alunno con DSA è dispensato con durata annuale o per  tutto il ciclo di istruzione;
2. la famiglia deve fare esplicita richiesta di dispensa dallo scritto;
3. il consiglio di classe convalida oppure no la richiesta, motivando un eventuale rifiuto.

Può essere esonerato un alunno con D.S.A. dallo scritto nelle lingue straniere? E cosa comporta?
Sì. L’esonero è previsto all’art. 5 della L.170 del 18 ottobre 2010 e deve essere indicato nella diagnosi. Chi viene esonerato non rimane in classe durante le ore in cui è esonerato, non sostiene l’esame, non consegue il titolo finale ma esce dalla scuola con un attestato di crediti formativi. E’ bene che l’alunno DSA non venga esonerato e che il clinico e la famiglia siano informati delle conseguenze di questa scelta. Come per la situazione precedente le fasi sono le stesse:
1. lo specialista scrive nella diagnosi che l’alunno è esonerato;
2. la famiglia fa esplicita richiesta dell’esonero;
3. la scuola si esprime attraverso il consiglio di classe.

Come si deve svolgere la prova invalsi per i soggetti con DSA?
1. lettura garantita
2. maggior tempo

In che modo è possibile mettersi in contatto con il referente DSA?
Fissando un appuntamento e registrando il proprio nome nell’apposito registro predisposto a scuola.