Indennità di frequenza.

INDENNITA’ DI FREQUENZA LEGGE 289/90

 

È possibile per tutti i bimbi o ragazzi dsa ottenere un indennità di frequenza, viene erogata dall’INPS, per aiutare le famiglie a sostenere le spese, per PC, programmi , medici specialisti ecc.. si può ottenere fino alla età di 18 anni. Viene data per 9 mesi l’anno, cioè solo durante la frequenza scolastica. Mi raccomando ogni anno fatevi dare dalla scuola il documento che attesti la frequenza e inviatelo all’inps con raccomandata.
Consiste in un assegno mensile di 251 € circa.

Andare dal medico curante del ragazzo o andare dal pediatra del bambino.
Chiedere di fare la richiesta di indennità di frequenza in base alla legge 289/90.

Il medico emetterà un certificato che inoltrerà all’inps per via telematica, dovrà anche inviare copia della diagnosi di dislessia.
Il lavoro del medico curante o del pediatra finisce qua.

Dopo aver ottenuto l’invio del certificato medico da parte del medico, bisogna rivolgersi, entro 30 giorni, ad un patronato INPS per inviare la domanda per l’indennità.

 

Oppure si può fare da soli online collegandosi al sito dell’inps.

Prima di rivolgersi al patronato oppure collegarsi al sito per il fai da te, bisogna andare all’inps e richiedere il pin completo a nome del bambino/a o ragazzo/a.

Ottenuto il pin e con il numero del certificato rilasciato dal medico curante, collegarsi al sito inps cliccare servizi al cittadino, scegliere invalidità civile (mi raccomando non fatevi strane idee, non è un invalidità 104 ma purtroppo esiste solo questa procedura), inserire il pin e codice fiscale, entrerete nella sezione di compilazione domanda, inserite tutti i dati, al termine se tutto è andato bene, vi viene visualizzata la ricevuta di invio domanda, stampatela e allegate alla domanda. Ricordate che oltre a vostri dati, infondo alla prima pagina di compilazione cliccate tutore e inserire i dati di uno dei genitori.

 

Nel giro di 3 mesi verrete chiamati dalla commissione per visita, è un colloquio di 5 minuti, non preoccupatevi, verranno fatte solo delle domande.

Quando vi presentate alla commissione portare con voi: la diagnosi, e una relazione funzionale logopedica e neuropsicologica con piano di trattamento, tipologia, frequenza e durata. Fatevi fare questa relazione dalla logopedista o dallo specialista che sta seguendo il dsa. Se non state ancora facendo terapie, fatevi fare da uno specialista la relazione dove specificherà che deve essere sottoposto a terapie tempestive.

In più a questa documentazione può essere aggiunto la documentazione relativa a tutte le spese necessarie come logopedia, ripetizione, programmi compensativi, acquisto del computer e  in generale tutto i costi emessi dalla dsa.

Alla visita non vi sarà detto se la domanda sarà accettata, o meno, dovrete aspettare l’arrivo di una raccomandata con la risposta, anche per questa ci vorrà un po’ di tempo.

Nota per cittadini extracomunitari:

Nel caso venisse rifiutata l’indennità di frequenza, si può ricorrere al TAR, di seguito la procedura:

Contro il verbale della Commissione ASL che riconosce o meno l’invalidità civile e la relativa indennità di frequenza, la persona può presentare ricorso. La procedura del ricorso è cambiata recentemente e, dal 2012, chiunque voglia fare ricorso avverso un verbale di indennità deve obbligatoriamente effettuare un accertamento tecnico preventivo prima di dare avvio alla causa giudiziaria vera e propria.
In sostanza il ricorrente deve recarsi presso il Tribunale di competenza (quello di propria residenza) e presentare l’istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie che legittimano la pretesa fatta valere. Se questo accertamento preventivo non viene effettuato, non si può arrivare davanti al giudice.
L’accertamento medico è compiuto da un consulente tecnico nominato dal giudice alla presenza di un medico legale dell’INPS. La relazione tecnica redatta dal consulente deve essere trasmessa alle parti (cioè all’INPS e al ricorrente). A quel punto, il Giudice, con decreto comunicato alle parti, fissa un termine non superiore a trenta giorni, entro il quale le medesime devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio.
In assenza di contestazione, il Giudice, entro trenta giorni, omologa con decreto l’accertamento del requisito sanitario presentato nella relazione del consulente. Il decreto è inappellabile, cioè non si possono più presentare ricorsi.
Al contrario, nei casi di mancato accordo, la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio deve depositare, presso lo stesso Giudice, entro il termine di trenta giorni dalla dichiarazione di dissenso, il ricorso introduttivo del giudizio, specificando i motivi della contestazione della relazione del consulente. Da quel momento può iniziare l’iter con le udienze, e la presentazione delle consulenze di parte. Il giudizio si chiuderà con una sentenza inappellabile.
Il ricorrente è comunque tenuto ad appoggiarsi ad un legale che lo assista e sia presente nella prima udienza ed è inoltre a suo carico l’anticipazione delle spese per la consulenza tecnica.