Magliette DSA per sostenere TUTTI PER UNO

Magliette che sostengono il fondo TUTTI PER UNO fondo dedicato al sostegno dei ragazzi le cui famiglie non possono per difficoltà economiche tutelare i loro diritti e ricorrere quando è indispensabile alle vie legali .

Il ricavato della vendita di queste magliette sarà devoluto al Fondo Tutti Per Uno , Fondo dedicato a chi a causa di difficoltà economiche non riesce a tutelare il proprio figlio DSA/BES . Non mancate di acquistarle farete un grande gesto d’amore .

https://www.facebook.com/pages/Progetto-Beautiful-Mind/1454871604733821

www.progettobeautifulmind.it

Brunella Murolo e Serena Giolli. Potete contattarle nel seguente gruppo:

https://www.facebook.com/groups/1591133114457903/?fref=ts

Per avere la maglietta potete pagare tramite  bonifico bancario, prima di procedere con il pagamento, inviare email con i dati e scelta dell’articolo, solo dopo conferma dell’email potete effettuare il bonifico.  ([email protected]).

Chianti Banca Filiale 3 Poggibonsi Siena intestato a Associazione Beautiful Mind A.PS. IBAN.IT 62K0867371940003003034269  – euro 22,00 comprese le spese di spedizione.  Solo L/XL (vestono piccolo!)

Causale: Maglietta specificando uno dei due modelli.
DIAMANTE o D
MODELLO DIAMANTEMODELLO D
 Inviateci la vostra foto con la maglietta indossata e la caricheremo qui. 
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Quando la mente è chiusa e non si fa nulla per informarsi.

mente-paracadute

Quello che alcuni docenti e persone non  informati dicono.

Deficit di memoria importante…insegnante dice…ma non ti ricordi nemmeno una poesia…ne abbiamo fatte tante…

Ebbene spesso mi sento dire che le diagnosi nascondono forme di pigrizia….che se uno è intelligente DEVE imparare le tabelline…e via così.

Ho chiesto a mio figlio di preparare lo schema delle formule di geometria e misura per gli invalsi e mi fa …. “mamma agli invalsi le maestre ci hanno detto che non possiamo usare nulla, solo la penna, scherzi, è un esame quello!” … mi viene da piangere, gli han fatto il lavaggio del cervello.

Tu che fai con il tablet? prof. lo uso per i libri digitali, certo quante scuse pur di non portare pesi.

Prof. durante una lezione ,non riuscendo a parlare bene dice: Oddio ora sono diventata dislessica senza preavviso.

Se vuoi puoi andare all’università, perchè ancora il dsa non l’hanno messo nelle categorie difficili.

Signora ma perchè non si è fatta curare prima, così evitata che con la gravidanza anche suo figlio venisse fuori così!

Negli ultimi anni , non si capisce come mai questa forma di autismo si presenta in soggetti all’ apparenza normali !!

” La tua stupidità, è paragonabile al tuo cervello!!! ”

Non gli faccia fare il test per la discalculia…se così fosse il diploma della ragazza avrebbe meno valore…

Se suo figlio dsa non ha un QI di 120 non può fare il liceo.

Dare mezzo punto in meno nei compiti (se non anche un punto) solo perchè il ragazzo usa 15 minuti in più (quasi mai) o gli viene concesso un esercizio in meno da fare.

“I dislessici ci marciano con il fatto che non hanno memoria, per me c’è l’hanno eccome, anche meglio degli altri”.

“Signora, non copia mai compiti che scrivo alla lavagna, e se lo vedo che lo fa nella seconda ora li cancello apposta, così la prossima volta si sveltisce un po’”

“Signora suo figlio quest’anno è dislessico l’anno prossimo non si sà”.

La disessia (si si avete letto bene) ora ce l’hanno un po’ tutti”.

Ma quando imparerai le tabelline.

“Deve svolgere tutti gli esercizi sul quaderno, non sul libro. Più scrive e più migliora, sennò non impara!” (disgrafico e disortografico).

Ma che fatica può fare a leggere e un trafiletto .

Io l’impegnativa gliela faccio ma ormai questa storia dei DSA è una moda.

Ma se fa meno errori di altri che non sono certificati!”

Anche chi è dislessico odia i vestiti stretti…

La dislessia è dovuta dal fumo in gravidanza.

La dislessia è causata dal parto cesareo.

Npi della ASL che rimproverano i bambini che non sanno le regole dell’ortografia.

La dislessia causata dalle polveri sottili.

Ma come mai così tanti? NON SARÀ MICA L’elettrosmog?

Suo figlio in terza media è guarito.

“Signora, ma cosa lo fa diplomare a fare suo figlio? Tanto col diploma non potrà fare niente perché non sarà un diploma come per tutti gli altri! ”

La bambina:non è riuscita a copiare da sola ( sottolineato tre volte sul quaderno) dalla lavagna neanche i numeri  dalla tabella.

Signora ma perché questa bambina va ad intermittenza???

Mi risponde fischi per fiaschi..a storia..capisce ?che difficoltà ha la storia?

” Signora, ma la settimana scorsa é stato così concentrato ha lavorato bene! Cosa gli ha dato da mangiare? Mi raccomando continui a darglielo”.

Come disgrafico? Ma a me non risulta che abbia un ritardo mentale!!!!

Docenti che rispondono ai genitori che il loro lavoro è insegnare non fare da baby sitter ai DSA.

Dirigente scolastica contraria al dato che in classe si parli apertamente di diversità di apprendimento e che i bambini con DSA lo dicano tranquillamente ai compagni: “Queste cose non si devono sapere…perchè, sa, tra qualche anno il problema rientrerà, loro non avranno più alcuna difficoltà, ma rimarrà l’etichetta…loro saranno sempre quei bambini che avevano quel problema …e poi sa …il paese è piccolo e la gente mormora!”.

Insegnante alla quale ho chiesto le interrogazioni orali programmate: “devo fare anche questo? non le sembra troppo?”..

” Signora, suo figlio fa dei disegni straordinari! Non so come abbiano fatto a farle quella diagnosi!”

“Io rimango allibita che in 1 media non sappiano fare le moltiplicazioni e le divisioni senza calcolatrice, cose da pazzi!”

:” Suo figlio (DSA) ha bisogno di una maestra di sostegno ….guardi la legge 170 l hanno fatta per mancanza di fondi per garantire il sostegno , mi sono informata io ”

“Faccia fare a suo figlio dei sciogli lingua cosi c’è la farà a spiegarsi meglio”

Suo figlio è un Dislessico anomalo, pur di scrivere copia anche dalla lavagna.

Tu non puoi usare le mappe, in questa classe la legge è uguale per tutti.

Tua madre ti ha causato la dislessia, con la sua ansia da ricovero.

Non devi ascoltare quello che ti dicono gli specialisti o la tua famiglia, loro non capisco che la dislessia si cura.

Come mai tuo fratello è normale e tu no?

Usare il pc ti crea una dipendenza, come succede alle persone che fanno uso di droghe, poi non saprai più scrivere con la penna. Però fammi un favore , cerca di scrivere in modo leggibile, i tuoi temi sono illeggibili.

Non ha bisogno di strumenti compensativi dentro di sé, e che per come è lui in classe (secondo loro leader) è peggio inserire il PC o fare verifiche differenti.

Ah no signora ma se lui porta l’ipad tutti poi lo vorranno e saranno invidiosi”

La maestra non usa i metodi compensativi, calcolatrici e varie perchè se no li vogliono usare anche i compagni

La causa di questo quadro clinico si conosce?

Una volta una prof, spiegando le difficoltà di mia figlia in matematica mi chiese come teneva la penna!!!

Eppure sembra tanto normale.

Ma le passerà!

La prof di inglese mi ha appena fatto firmare il pdp…alla voce inglese c’ e’ scritto che e’ esonerato dallo studio a memoria….mi saluta dicendo :”ricordi a Cristian che domani lo interrogo sui verbi…a MEMORIA ..”

A mia figlia in terza media le ha detto una prof:-di te una cosa l’abbiamo capita,se stai serena lavori meglio-!

“Signora, anche se lo siedo in prima fila, vicino alla lavagna lo stesso sbaglia a copiare… si distrae!!!! ” ; il giorno dopo mostrandomi il diario ” ha visto che ha sbagliato, glielo avevo detto, al primo banco devo mettere quelli che lavorano!”

Suo figlio non copia i compiti dalla lavagna….io: lei sa cos’è un disturbo visuo-spaziale???? si informi!

C’e’anche quella che la maestra ha detto a me e mio marito!!!!!! Piu’ la guardo e piu’ m’innervosisco.

Le cause dei DSA sono da ricercare nel rapporto genitori/figli.

La dislessia e’ provocata da allattamento prolungato.

C’è ancora gente che dice che noi psicologi abbiamo inventato la dislessia perché non abbiamo lavoro……

‘Prof ma io sono disortografica’ la prof”……. insomma metti sempre.le.mani avanti tu!’.

Mio figlio asperger. .la prof..ahhhh..è iceberg. .mai sentito parlare. .mi dica.

Sua figlia NON HA NESSUN PROBLEMA PERCHE’ VEDO CHE A RICREAZIONE SALTA E CHIACCHIERA !

Signora suo figlio è dislessico se gli conviene… Se la argomento gli piace usa terminologie inerenti e corrette.. Altrimenti ritorna al suo lessico povero di contenuti..
Risposta… Non è disl
essico se gli conviene.. Dipende dal tempo che ha avuto per prepararsi… È questo mi conferma la sua totale disinformazione sul tema.. La prof… È ma è difficile curare la Dsa alle superiori… Doveva accorgersi prima delle difficoltà.

Come é ancora possibile, che non ti ricordi le cose fatte in prima….insegnante di inglese. (Siamo in quinta memoria breve termine)

Anche se nella diagnosi hanno suggerito l’uso della calcolatrice, io non sono d’accordo, perchè non è discalculico.

Ha scelto il liceo, un percorso troppo impegnativo per un ragazzo con i suoi problemi.

La professoressa di lettere alla mia collega “Signora ma è sicura di aver scelto la scuola giusta per suo figlio?

A me e’ stato detto che ultimamente i dsa vanno di moda!

La maestra di mio figlio (disgrafico) diceva che se lei gli sedeva vicino, lui scriveva bene!!!!
Eh si…bastava la sua vicinanza e gli passava tutto!!!

Io riconosco gli errori  da disortografico rispetto a quelli di ignoranza….

Non si possono usare le mappe con i concetti per le interrogazioni orali , le sequenze le deve far da solo.

Le mappe e i formulari sono dannosi, in quanto passa tutto il tempo a cercare formule senza sapere quello che fa…

Data la mia grande esperienza con dsa posso dirle che i formulari sono inutili, in quanto non stimolano l’uso della logica, anzi la limitano..

Signora suo figlio e’ intelligente e solo molto viziato…ha fatto il compito di matematica senza calcolatrice……anche se e’ stato lento.

Quest’anno avremo la lima…
Si così potete segare le sbarre ed evadere e comunque si chiama lim!

Corso di 3 giorni sui dsa, seduta accanto a me una prof…
Bravo bravo scrivi che io poi copio!

Era meglio fare una classe solo con questi dsa.
E’ meglio che lei se nè vada in pensione!

Lei Cicconi con questo doposcuola che ha creato pensa di risolvere il problema a questo bambino discalcolo?
Nooo sicuramente no, ma spero che diventi meno ignorante di lei professoressa!

Ma cosa le hanno detto che ha??? Problemi motori???

Io in classe ho una bambina disgrafistica e un bambino discalcolo…

Professoressa lei lo sa che le verifiche devono essere programmate ed eseguite il giorno deciso e non una settimana dopo?
Questo lo dice lei, io interrogo quando voglio, non sono mica i programmi tv…

Ma per adesso non lavoriamo con la linea dei numeri!!!

In un incontro informativo un’ insegnante alla mia domanda: ma lei per un dsa cosa redige?
Io faccio il pdf
Cioè?…..
Faccio il piano diagnosi funzionale…
No mi scusi, lei dovrebbe redigere il pdp per un dsa e poi pdf sta per profilo diagnosi funzionale…

Professoressa lei ha 3 dsa in aula vero?
Si ma o seguo i dsa o seguo il resto della classe.
Della serie qualcuno adda’ a muri’.

Signora non è dislessico è più intelligente di tanti suoi compagni!!! Secondo me ci marcia perché non ha voglia di studiare.

Verifica di storia 2a media “cosa? Vuoi usare le mappe? Sei pazzo! Vorrebbe dire copiare!

“Suo figlio deve leggere. I dsa devono leggere più degli altri solo così riusciranno ad imparare a farlo!”

Io in classe lo vedo bene , ride, scherza come gli altri ….. non si vede . Ogni tanto lo faccio leggere e guai a chi ride .

Stranamente questa bambina come dire si assenta, ma non è che gioca troppo alla play station?

Diagnosi della bambina:
Disgrafia e disortografia severa in adhd con d.o.p.

Bambino dsa e adhd, bocciato in 3 elementare, in attesa di diagnosi;
L’insegnante: ahhh adesso che abbiamo il foglio di carta scritto e firmato arriva alle medie senza più problemi.

Lei non deve dire a sua figlia continuamente che è dislessica, le creerà dei complessi, perciò non le faccio usare il dizionario digitale.

I dsa alle elementari sono una cosa, caro signore, alle medie un’altra.

Noi in classe per i dsa facciamo un unico p.e.i.

Lo lasci a digiuno per un giorno intero, vedrà come legge poi.

E come si cura questa malattia?

Ai miei tempi questa dislessia non c’era.

Tutte queste diagnosi non fanno altro che creare confusione.

“Io non credo sia dislessico, durante le mie ore legge e capisce intere frasi, scrive e ricopia. Certo ha una pessima grafia e ci sono tantissimi errori ortografici…e poi è spesso distratto, ma per il resto va tutto bene”.

Suo figlio in solo due ore è diventato dipende della calcolatrice.

Prima o poi le cose devi impararle, come hai imparato a lavarti la faccia la mattina.

Una insegnante mi disse: come dobbiamo trattare questo caso DSA – o ADHD?

“Sua figlia, ma è proprio sicura che sia dislessica? Sembra così normale…in classe ci sono ragazzine molto più timide che veramente hanno dei problemi”

Ho fatto richiedere, qualche anno fa, ad una trentina di genitori, la compilazione del pdp e relative copie verbali di consiglio classe.
Risposta del dirigente scolastico: ma chi è questo Cicconi, bastaaaa con queste richieste assurde, ma cosa sono le letterine per Babbo Natale?

Signora sua figlia non legge e non scrive perché suo padre è morto….poi vedrà che passa

Suo figlio usa la dislessia come scusa, per non studiare.

Suo figlio non è dislessico come si evince dalla diagnosi, il npi ha esagerato con i test.

Non devi usare le mappe durante la verifica, perché la legge è uguale per tutti.

Ti tolgo le mappe, perché puoi  fare senza, prima o poi guarirai.

Non capisco che problema ha suo figlio gli faccia fare delle ripetizioni.

Verrà fatto un percorso di studio con le mappe ma niente legge 170 perchè la scuola non riesce a sostenere queste spese.

Non posso perdere tempo e lasciare la classe indietro per seguire suo figlio.

Il problema di suo figlio è lei Signora, perché chissà cosa le fa quando arriva casa con un voto negativo.

Ragazzo tu non ci arriverai mai, la matematica non la capirai mai, perciò chiederò si esonerarti.

Mi spiace che suo figlio si sia ammalato, ma vedrà che con le cure giuste guarirà.

Suo figlio non usa la logica, non è questione di dsa.

Gentile Signora, le scrivo per comunicarle che suo figlio è un disonesto, perché ha fatto il lavoro a casa con il pc.

Ti devi abituare e non usare la calcolatrice, altrimenti all’esame avrai seri problemi, visto che non ti è consentito usarla.

Signora sono incavolata e non poco, con suo figlio, oggi gli ho dovuto dare 10, ciò non è possibile, visto che lui è dsa, solo che tutta la classe e un insegnate presente, mi hanno detto che era stato perfetto, ora lei mi deve firmare questa foglio, deve dice che a suo figlio non va dato il 10, vista la sua anomalia.

Sa suo figlio bravo eh, educato però ha un problema nel calcolo matematico.

Ma no Signora, ma che mi dice, le hanno detto che è dsa? ma se è così bello, alto, simpatico, a vederlo non si direbbe proprio.

mente-paracadute

 

Confermata l’origine genetica della dislessia.

MI FA PIACERE SAPERE CHE LE RICERCHE AFFRONTANO LA QUESTIONE, MA LEGGERE CHE LA DISLESSIA E’ UNA MALATTIA COMPLESSA MI SEMBRA AL QUANTO DISCRIMINATORIO.

CARISSIMO PROF. MARCO BATTAGLIA, SE SONO MALATO COME LEI DICE, A QUESTO PUNTO MI MANDI LA CURA PER GUARIRE.

Confermata l’origine genetica della dislessia:nel cromosoma 15 le cause della patologia

 Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Scientifico “Eugenio Medea – La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini e della facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, guidati dalla Dr.ssa Cecilia Marino dell’IRCCS Medea, hanno confermato, studiando 121 famiglie di bambini italiani con dislessia, l’origine genetica della malattia.

La scoperta è pubblicata nel numero di Gennaio della prestigiosa rivista scientifica Journal of Medical Genetics .

Lo studio ha almeno due importanti implicazioni.

La prima è la conferma di un dato recentemente suggerito da un gruppo di ricerca anglosassone, che aveva individuato in bambini americani il coinvolgimento del cromosoma 15 nella dislessia.

La seconda implicazione è che quest’area del genoma risulta in grado di influenzare la suscettibilità alla dislessia indipendentemente dalle caratteristiche culturali dei diversi Paesi in cui un bambino può trovarsi a vivere. Pertanto, indipendentemente dal grado di difficoltà grammaticali e dalle regole di lettura della lingua a cui un bambino viene esposto, l’area cromosomica indagata dagli studiosi sembra essere tra i ‘colpevoli’ del disturbo.

Gli studi condotti negli ultimi anni su famiglie di dislessici e sui gemelli confermano in buona misura la predisposizione genetica della dislessia evolutiva. Un risultato concorde fra i vari studi è infatti  l’aumentata probabilità per un bambino che ha un genitore o un parente stretto con problemi di lettura di avere a sua volta problemi nell’imparare a leggere.

La dislessia è una patologia in cui bambini dotati di normale intelligenza incontrano difficoltà di lettura e scrittura di gravità variabile, dovute a un problematico utilizzo dei fonemi, cioè dei suoni semplici, i veri e propri ‘mattoni’ costitutivi delle parole. Questa condizione, che colpisce circa il 5% degli individui, è in parte determinata da fattori ambientali e in parte genetici, tanto da essere trasmessa all’interno delle famiglie. La base genetica della dislessia, al pari di altre condizioni cliniche complesse come l’ipertensione o la depressione, è tuttavia assai difficile da studiare, perché concorrono probabilmente più geni a svolgere un ruolo causale e ciascuno di essi non è da solo sufficiente a determinare la malattia.

Questo risultato avrà futuri sviluppi – fa notare la Dr.ssa Marino – la ricerca proseguirà nell’intento di identificare in modo ancor più accurato sul cromosoma 15 i geni alterati, cioè le unità più piccole codificanti del genoma umano, coinvolti nella dislessia. La conoscenza delle alterazioni genetiche può aiutare a chiarire i meccanismi che determinano la dislessia.”

Quali sono quindi le nuove prospettive della ricerca in questo campo? “Un’importante sfida nell’immediato futuro –continua la Marino- è rappresentata dal riuscire a comprendere esattamente quali componenti della dislessia siano determinate dai geni identificati. Questo significa anche comprendere quali funzioni di percezione e di analisi psicologica sono influenzate dalle varianti genetiche identificate dal nostro lavoro: riteniamo che la dislessia possa essere la conseguenza di alcuni errori di percezione dei segni grafici propri della scrittura, di associazione tra tali segni e i suoni che ad essi corrispondono, o di un difetto della capacità attentiva. E percezione ed associazione tra simboli e suoni sono in buona misura influenzate da fattori genetici”.

L’unitarietà dei processi che conducono alla dislessia, dimostrata su base genetica dal gruppo dell’Istituto Scientifico Eugenio Medea, è a sua volta in accordo con alcuni studi di funzionalità dell’encefalo precedentemente svolti al San Raffaele, nei quali si mostrava che adulti con dislessia appartenenti a culture diverse mostravano le stesse  modalità di attivazione cerebrale anomala durante la lettura di parole relative alle loro specifiche culture linguistiche.

“Sappiamo che questa è una malattia complessa, in cui fattori genetici ed ambientali contribuiscono ad aumentare la possibilità che si manifesti – commenta il Prof. Marco Battaglia, della facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tale conferma è dunque estremamente preziosa, soprattutto considerando che siamo in un campo, quello della genetica dei disturbi complessi, in cui avere una convergenza di dati tra diversi laboratori di ricerca può risultare talvolta difficile”.

Studio pubblicato sul numero di gennaio della rivista Journal of Medical Genetics, 41: 42-46,  2004

A locus on 15q15-15qter influences dyslexia: further support from a transmission/disequilibrium study in an Italian-speaking population.

Journal of Medical Genetics

I coautori dello studio della Marino sono  Roberto Giorda, Laura Vanzin, Maria Nobile, Maria Luisa Lorusso,  Cinzia Baschirotto, Laura Riva e Massimo Molteni dell’IRCCS “Eugenio Medea” di Bosisio Parini (Lc) e Marco Battaglia della facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.


DISLESSIA

a cura di :  Maria Luisa Lorusso, Antonio Salandi, Cecilia Marino e Massimo Molteni

 1.DEFINIZIONE DEL PROBLEMA

 Difficoltà significativa nell’apprendimento della lettura in presenza di un livello cognitivo e di un’istruzione adeguati e in assenza di problemi neurologici e sensoriali.

I bambini con dislessia sono intelligenti, non hanno problemi visivi o uditivi ma non apprendono a leggere in modo sufficientemente corretto e fluido: le loro prestazioni nella lettura risultano nel complesso molto al di sotto del livello che ci si aspetterebbe in base all’età, alla classe frequentata e al livello intellettivo generale. Queste difficoltà solitamente condizionano anche in modo pesante le prestazioni scolastiche.

2. COME SI MANIFESTA

La lettura può essere piuttosto veloce, ma presentare numerosi errori (omissioni di parole o parti di parola, confusioni, inversioni, sostituzioni di parti di parola o di intere parole), oppure può essere nel complesso sufficientemente corretta, ma molto lenta (non viene automatizzata la decodifica grafema-fonema); spesso i bambini dislessici manifestano difficoltà nel comprendere quanto leggono e nelle materie di studio devono rileggere più volte il brano per capire il contenuto.

Bisogna quindi considerare due parametri fondamentali nella valutazione della lettura: la correttezza e la rapidità. Sulla base del tipo di errori e dei tempi di lettura esistono sottoclassificazioni dei vari tipi di dislessia (esempio Bakker: lettura molto lenta ma corretta P, o lettura piuttosto veloce, ma con numerosi errori L, oppure lenta e scorretta M).

Spesso alla dislessia sono associate ulteriori difficoltà, quali la disortografia, la disgrafia e, a volte, lievi difficoltà nel linguaggio orale (fatica a recuperare termini appropriati o nel memorizzare parole nuove) e nel calcolo (soprattutto mentale, nella memorizzazione delle tabelline).

3. PREVALENZA

In Italia: dal 3 al 5% – in una classe di 25 bambini è probabile che 1-2 manifestino il disturbo. Nei paesi di lingua anglosassone: fino al 17%.

Sembra che il disturbo riguardi più i maschi che le femmine.

4.  DISTURBO ANCORA POCO RICONOSCIUTO

Il problema risulta evidente in seconda – terza elementare (alcuni segni si possono osservare nella scuola materna, come la presenza di significative difficoltà nel manipolare i suoni nelle rime, nelle filastrocche…)

Non sempre gli approfondimenti diagnostici vengono svolti tempestivamente (ancora tanti bambini accedono ai servizi alla fine della scuola elementare o alla scuola media), a causa di una sbagliata interpretazione o sottovalutazione  del problema (si parla ancora di pigrizia, demotivazione, disagio psicologico).

Disagi psicologici, difficoltà comportamentali e demotivazione nei confronti della scuola si ritrovano a volte associati al disturbo, ma rappresentano dei correlati o delle conseguenze della dislessia, non la causa.

5.  FUNZIONI IMPLICATE

La dislessia deriva da una cattiva attivazione e organizzazione di una serie di funzioni che, se ben coordinate, permettono di passare dalla percezione di un testo scritto all’identificazione delle lettere e delle parole e poi all’estrazione di un significato. Le funzioni deficitarie implicate nel processo possono essere diverse nei diversi casi e con esse varia la gravità del disturbo.

Le principali funzioni implicate nella lettura sono quelle di tipo linguistico e visuo-percettivo.

– funzioni linguistiche: ridotta capacità di percepire, distinguere e manipolare  i suoni del linguaggio (deficit fonologico e metafonologico): difficoltà nel distinguere chiaramente i suoni che compongono le parole, nell’associare il suono alla lettera corrispondente, nel mettere insieme i suoni per formare parole.

– funzioni di percezione visiva e di focalizzazione attentiva: deficit di processamento percettivo dell’informazione visiva (inversioni di lettere, errori di specularità, percezione delle parole sovrapposte o in movimento), ridotta abilità di focalizzazione su singoli elementi.

6.  SI PUO’ FARE QUALCOSA?

Riabilitazione: un trattamento riabilitativo tempestivo consente di rafforzare o riattivare le funzioni deficitarie e potenziare le altre presenti.

Sono possibili due tipi di intervento:

– puntare sull’automatizzazione dei processi di lettura (aumento della correttezza e rapidità nell’accesso al testo)

– aiutare il bambino ad utilizzare le strategie acquisite, ad organizzarsi meglio di fronte a testi complessi e a mettere in atto accorgimenti che lo aiutino nello studio

Scuola: gli insegnanti dovrebbero conoscere il problema e tenerne conto nella valutazione degli elaborati scritti dei bambini e nella presentazione delle prove di verifica (es. per la lettura: accordarsi con il bambino riguardo alla lettura ad alta voce in classe, non penalizzarlo in caso di errori o lentezza; nei compiti scritti: concedere un po’ di tempo in più rispetto alla classe nello svolgimento dei testi, invitare il bambino ad autocorreggere il testo, tenere distinta la valutazione della forma da quella del  contenuto; nelle prove di verifica scritte presentare i testi in un carattere piuttosto grande e su pagine non troppo dense…). A volte è necessario l’insegnante di sostegno, a volte è superfluo (dipende da diverse variabili, di cui lo specialista tiene conto: numero di bambini in classe, presenze delle insegnanti, gravità del disturbo, disposizione psicologica del bambino e delle insegnanti…).

Famiglia: spesso i bambini con dislessia non sono autonomi nello svolgimento dei compiti a casa ed è faticoso per un genitore seguirli in attività che generalmente sono molto pesanti. In alcuni casi è necessaria la presenza di una persona esterna che segua il bambino a casa; in altri, quando il disturbo non è troppo evidente, è bene che il bambino impari ad organizzarsi il più possibile in autonomia (utilizzando anche ausili, quali il registratore o il computer).

7.  TRATTAMENTI  RIABILITATIVI  EFFETTUATI  PRESSO  L’ISTITUTO  SCIENTIFICO

“EUGENIO MEDEA – ASSOCIAZIONE “LA NOSTRA FAMIGLIA”

– metodo logopedico tradizionale: punta sull’allenamento del processo di lettura, sull’attivazione di abilità linguistiche correlate            e sul miglioramento delle abilità metafonologiche (percezione, costruzione, manipolazione suoni).

Adeguato per bambini più piccoli, con difficoltà di apprendimento della lettura e della scrittura e difficoltà linguistiche associate. Durata: 1-2 anni.

– metodo Bakker: prevede l’utilizzo del personal computer che  presenta al bambino  parole di diversa lunghezza, complessità e frequenza da leggere il più velocemente possibile. Agisce soprattutto sulle funzioni legate all’analisi visiva, all’attenzione e alla capacità di “mettere a fuoco” rapidamente e correttamente le parti da leggere.

Adeguato per bambini di diversa età, con difficoltà di lettura, con e senza difficoltà di  scrittura associate. Durata: almeno 4 mesi.

– metodo Geiger-Lettvin: trattamento che si può fare a casa. Il bambino dovrebbe lavorare autonomamente e scegliere il tipo di attività che preferisce ma che non è abituato a fare. Prevede:

– l’utilizzo di una mascherina che si fa scorrere sul testo e che favorisce la focalizzazione della parola da leggere, mascherando tutto quello che sta intorno;

– l’esecuzione di compiti di coordinazione oculo-manuale fine, che permettono al bambino di lavorare in uno spazio percettivo ristretto (es. scrivere, dipingere, disegnare, infilare perline, cucire, modellismo, lego, plastilina…).

Adeguato per bambini di qualsiasi età, in particolare per quelli che hanno anche difficoltà in ambito visuopercettivo e attentivo-visivo. Durata: almeno 6 mesi.

Evoluzione della dislessia

COME SI EVOLVE NEL TEMPO?
La dislessia permane in genere per tutta la vita.(3) Viene definita “evolutiva” perché tende a modificarsi in modo più o meno significativo anche se molto lentamente nel tempo. In età adulta, nel 45% dei casi la lettura diventa più fluente e corretta: si parla in questo caso di “dislessia compensata”, termine ingannevole che induce a pensare a una risoluzione del disturbo, mentre in realtà permangono deficit di automatizzazione ed errori nella lettura di parole a bassa frequenza ( es. termini specialistici delle varie discipline, parole straniere, ecc.) che si traducono in affaticabilità durante la lettura, difficoltà nella comprensione del testo, difficoltà nelle prove a tempo e a scelta multipla. Persistono quindi, anche al termine della scuola secondaria e oltre, notevoli difficoltà nello studio, anche in relazione all’incremento delle difficoltà strutturali e lessicali dei testi e alla quantità di pagine da studiare. Nel 35% dei casi, invece, la dislessia resta severa (dislessia persistente). In una minoranza di casi, quelli dall’inizio molto lievi, può risolversi completamente (dislessia recuperata). (Littyinen ’98). 

Peculiarità dei dislessici.

PECULIARITÀ DEI DISLESSICI

Come i normo -lettori, anche i dislessici sono tutti diversi fra loro e non necessariamente sono portatori di attitudini distintive. La prevalenza della funzione dell’emisfero destro sul sinistro, l’attitudine al pensiero visivo , non lineare, unitamente ad una buona intelligenza tuttavia non di rado li facilita nel trovare soluzioni immediate o originali in realtà complesse che devono essere simultaneamente considerate da vari punti di vista come succede, ad esempio in ambito imprenditoriale o artistico.
E’ ormai a tutti noto che persone con dislessia si sono distinte in vari campi che spaziano dalla scienze alla politica, dall’arte all’imprenditoria dimostrando che la dislessia non è necessariamente un limite alla propria affermazione e neppure al successo. Sono note fra i dislessici infatti personalità come Einstein, Walt Disney, Kennedy, Picasso, o Branson fondatore della Virgin. Da notare a questo proposito la ricerca pubblicata sul quotidiano La Repubblica il 18/3/2008 da cui emerge che il 35% degli imprenditori in USA e il 25% in UK sono dislessici. Occasione di riflessione particolare la conclusione dell’articolo :”Serve un ambiente educativo più pragmatico ed olistico, che permetta ai dislessici di esprimere appieno il proprio potenziale”, dice Judi Stewart, presidente dell’Associazione britannica per la
dislessia e co-autrice della ricerca.
“Gli imprenditori dislessici sono maestri nel comunicare con il loro team, i clienti, i media. Il loro stile, semplice e immediato, arriva dritto al cuore. Eccellono, inoltre, nel gestire più business e più persone allo stesso tempo (nella media 25 persone contro le 17 dei non-dislessici) e nel delegare, abitudine appresa per farsi aiutare”, spiega Michael Ter-Berg, imprenditore dislessico co-autore dello studio.”